A cura di Massimo Corcione*
Torre Annunziata - Savoia, quella incomprensibile contestazione per la maglia rosa

Non rinnego un rigo di quanto ho scritto (leggi qui), l’iniziativa "Amore Libero" promossa dal Savoia (abbinata a quella ecologica di Legambiente, fissata per mercoledì) sarebbe stato un segno di distinzione, per la squadra, per la città e per la tifoseria che è espressione della città.

Una surreale trattativa ha posto fine alla novità prima che venisse addirittura celebrata, si è temuta una antistorica reazione dei tifosi avversari. Non so che cosa avrebbero potuto pensare gli altri, conosco la nostra storia di torresi. Popolo tollerante, aperto a tutti, così come Torre Annunziata è un luogo aperto agli altri, mai considerati diversi. Ecco, quella trattativa, soprattutto la conclusione di quella trattativa, ha tradito la nostra natura.

Sul campo è seguita una ancor meno comprensibile contestazione per il colore della divisa ufficiale. Rosa, come usa spesso indossare la Juventus, come è regola per il Palermo, come spesso capita di vedere in Europa con le squadre più forti.

Nessuno l’ha mai considerata una scelta frivola. La maglia bianca è bellissima, la più bella, contraddistingue i nostri ricordi più preziosi, ma quel rosa era solo la risposta (scelta dall’arbitro) ad una contingenza, legata alla divisa esibita dagli avversari di turno, l’Isola di Procida.

Se le cose stanno così (e non si ha motivo di dubitarne) è stato un esempio di corto circuito, assolutamente riparabile, immediatamente da riparare. Siamo impegnati nell’ennesima risalita: quante volte abbiamo letto che il calcio con le sue partite, i suoi campionati, è la metafora della vita?

Può essere anche vero, a noi conviene che lo sia. Ecco perché le occasioni non vanno sprecate. Domenica non è stato un gran giorno, la settimana della Festa (del 22 Ottobre) poteva cominciare meglio.  

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