A cura di Massimo Corcione*

Il conto alla rovescia è quasi alla fine; ci siamo, è giunto il giorno della scelta; presto conosceremo chi governerà Torre Annunziata per i prossimi cinque anni.

È una questione tutta personale, il riferimento alle ideologie professate dai candidati è sempre più debole, anche apparentemente meno credibile. Insomma, non è più una questione di fede, o continua ad esserlo solo per una minoranza della base elettorale, importante, ma non per forza decisiva. Non è un fenomeno nuovo, mezzo Paese già da tempo preferisce l’empatia al pensiero organizzato: tradizionalmente noi torresi siamo arrivati in ritardo alla novità, qui il PARTITO ha continuato a contare anche quando altrove, nel resto d’Italia, la stella s’era lentamente appannata. 

Ora siamo alla verifica finale, arrivati dopo le elezioni primarie che hanno visto i due aspiranti candidati divisi da un pugno di voti, indizio di un dialogo interno molto vivace. Nel passato, lontano e recente, le avevamo viste tutte, compresi tentativi di innovazione basati su una faccia nuova o su un’idea che sapesse meno di apparato. Oggi sembrano lontani pure i momenti pittoreschi in cui bastava una promessa calcistica per sostenere stentate proposte di potenziali sindaci. Non esiste alcun tipo di nostalgia, né c’è bisogno di amarcord retorici.  

Potremmo, invece, essere molto più forti, ma questo è un altro discorso sul quale, a poche ore dalla sentenza popolare, è tardivo soffermarsi: la corsa alla successione di Starita andava programmata, da maggioranza e opposizione, come non è stato fatto, come nessuno ha voluto fare. Così dobbiamo arrenderci al nuovo: l’elezione sarà una questione personale. E non è detto che per Torre questo non possa tradursi in un vantaggio.

Né sarà un alibi vedere la città trasformata in un immenso cantiere: riportare alla vita tutta l’area dell’ex Italtubi è una scommessa che non si esaurisce con l’inizio dei lavori. L’occasione è storica e irripetibile: ridisegnare un territorio oltraggiato per decenni è un dovere che attende chi sarà chiamato ad amministrare, come tra i compiti già assegnati alla prossima giunta c’è il completamento del litorale recuperato nella parte che va dal porto a Rovigliano. Non è un esercizio scontato: il pericolo di lasciare a metà l’opera è sempre presente e va esorcizzato. Per fede e necessità. 

Buon voto a tutti, soprattutto all’esercito di debuttanti che giocherà la sua prima partita elettorale. Idealmente li guida l’entusiasmo e la carica di Dario Ricciardi: loro hanno già vinto, tutti.

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