Colesterolo alto e dieta, 4 consigli a tavola

Il colesterolo ‘cattivo’ (Ldl) è il principale fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. Ma sono ancora in molti a sottovalutarlo. In generale, è raccomandabile fare un primo screening negli uomini intorno ai 40 anni e nelle donne intorno ai 50 o in post-menopausa. Il primo consiglio resta quello di rivolgersi al proprio medico per avere un parere autorevole sulle azioni necessarie da svolgere a fini preventivi e di cura. Per contrastare il colesterolo alto è necessario mantenere un’alimentazione sana, controllando il peso corporeo, facendo attività fisica ed evitando il fumo.

Il sito Times of India elenca una serie di consigli relativi alla dieta per tenere a bada i livelli di colesterolo. Uno di questi è quello di ridurre gli zuccheri aggiunti. Uno studio ha scoperto che gli adulti che hanno consumato il 25% di calorie da bevande con sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio hanno avuto un picco del 17% nel colesterolo LDL in soli quattordici giorni. Gli alimenti con zuccheri artificiali come bibite, bevande energetiche o torte devono essere ridotti per evitare complicazioni.

  • Mangiare molta frutta e verdura. Gli antiossidanti della frutta – in particolare le antocianine di cui sono ricchissime amarene, visciole e marasche – rappresentano uno scudo per la salute del cuore: le antocianine ridurrebbero sensibilmente il rischio cardiovascolare, in particolare il rischio di morte per eventi come infarto e ictus.
  • Per normalizzare il colesterolo è bene includere nella dieta crusca d’avena, salmone, pesce azzurro (sardine, aringhe, acciughe, sgombri), cereali integrali, avocado e legumi. Le noci offrono più o meno gli stessi benefici: sono tra le fonti più ricche di acidi grassi insaturi sia omega-3 che omega-6, mentre le mandorle sono ricche di acidi grassi insaturi e fonte di vitamina E.
  • Evitare i grassi trans, legati a malattie cardiache, all’epidemia di obesità e al diabete. Questi grassi sono stati dichiarati ‘insani’ dal 2015 dagli esperti della Food drug administration. Dal 2015 ad oggi molti ristoranti avevano già tolto la maggior parte di tali grassi, come l’olio idrogenato, precedentemente utilizzati in tantissimi cibi confezionati, e legati all’aumento del colesterolo ‘cattivo’ e quindi delle cardiopatie.