Scandalo Amazon, mazzette in cambio di dati

Dobbiamo ancora digerire i fatti di Cambridge Analytica che un nuovo scandalo sembra ripiombare sulla questione privacy e stavolta nell’occhio del ciclone c’è Amazon.

Infatti  sembra che alcuni impiegati di Amazon abbiano fornito informazioni personali degli utenti ai venditori in cambio di tangenti. Questo è l’oggetto dell’indagine avviata a maggio e che riguarderebbe principalmente la Cina, come riportato dal Wall Street Journal.

Alcuni venditori, infatti, avrebbero pagato fino a 2mila dollari a dipendenti Amazon, il tutto in cambio di dettagli sulle vendite e sul comportamento degli utenti.

Secondo il Wsj, inoltre, alcuni impiegati con accesso privilegiato ai sistemi di gestione, hanno anche avuto la possibilità di eliminare le recensioni negative.

La vicenda viola in tutto e per tutto la policy aziendale ed è risultata localizzata in Cina, anche se in realtà sembra essere il basso salario degli impiegati a spingere ad azioni di questo tipo. Un portavoce di Amazon ha confermato che l'azienda sta indagando sulla vicenda e che sono stati implementati sistemi per difendere i dati dei clienti: "La violazione del nostro codice comporta sanzioni legali e penali, compreso il licenziamento".

Ci sarà una svolta? Beh sembra proprio che i dati dei clienti non siano mai al sicuro e che la protezione della privacy sia ormai una chimera, forse per i troppi interessi in ballo.