I videogiochi hanno abbracciato da tempo il professionismo e non sono pochi i giovani che mirano a guadagnare diventando dei gamer veri e propri. Come noto, alle prossime Olimpiadi dovremmo assistere anche a grandi sfide videoludiche. La grande varietà di titoli prodotti in questi decenni consente la presenza di numerose discipline all’interno della cerchia degli eSports. Si può lavorare impugnando un controller, dunque. Tutto questo non sarebbe stato possibile se internet non avesse iniziato a mettere in comunicazione i giocatori in ogni angolo del globo una quindicina di anni fa.

Il livello è divenuto nel giro di poco tempo così elevato da includere tutti i crismi dell’agonismo e della sana competizione. Nell’anno della pandemia, il 2020, in Italia il settore dei videogiochi ha superato quota 2 miliardi di fatturato. Giochi di calcio, sparatutto, combattimento: i generi sono molteplici e le combinazioni di tasti ancora di più. Per questo i videogame risultano sempre più realistici: le scelte a disposizione del giocatore sono molte e di fatto riflettono ogni tipo di comportamento che potrebbe assumere se si trovasse al posto del personaggio virtuale in un contesto dal vivo. I gamer avevano iniziato ad affacciarsi al professionismo già 30 anni fa, attraverso tornei locali organizzati talvolta da qualche rivista dedicata ai videogiochi. Va da sé che al giorno d’oggi le gli eventi e le manifestazioni a tema sono allestiti in maniera molto più sfarzosa e vistosa.

I gamer sono tali quando iniziano a frequentare le community relative ai giochi in cui eccellono, partecipando attivamente alla vita collettiva del gruppo, così da non farsi sfuggire nessuna informazione. Conoscere le terminologie specifiche e il linguaggio dell’ambiente è fondamentale. D’altro canto, è così anche nei giochi di carte da casinò, per cui magari pure un pokerista sa cos’è il Jackpot progressivo, pur non rientrando strettamente nel proprio ambito. Ovviamente, chi aspira al professionismo nel gaming deve godere di un’ottima disinvoltura con i tasti e saper ricorrere alla combo più opportuna riconoscendo il momento giusto in cui agire. Anche la strategia fa la sua parte: si pensi ai videogiochi sportivi in cui una partita non è mai uguale all’altra. Come nella realtà, bisogna tenere in considerazione il proprio schieramento e quello dell’avversario. A tal proposito occorrono ore e ore di gioco contro avversari online sparsi per il mondo per acquisire l’esperienza utile per battere ogni altra tipologia di gamer.

L’allenamento è alla base di tutto. Di conseguenza, un gamer deve dotarsi di un’attrezzatura adeguata. Se si gioca da pc, ad esempio, bisogna fare attenzione alla scheda video e ai requisiti minimi per avviare i giochi più recenti. A prescindere, anche la postura va regolata. Dovendo rimanere seduti per lunghissime sessioni di gioco bisogna sapere che esistono diversi tipi di sedie da gamer, che di certo aiutano non poco il giocatore, senza rischiare di stancarlo prima del dovuto. In molti, inoltre, sono soliti svolgere anche funzioni da streamer diffondendo sulla rete il verbo del videogioco. Possedere un canale ufficiale può costituire tra l’altro un’ulteriore fonte di guadagno.

Insomma, non esiste una via precisa che conduce verso il professionismo, ma se grazie alla popolarità acquisita sul web si viene adocchiati da qualche società che punta sugli eSports, allora si è a cavallo. In America i gamer professionisti arrivano a percepire anche centinaia di migliaia di dollari all’anno. Difficilmente un gamer sbarca il lunario se rimane a girare all’interno dei propri confini nazionali. I tornei internazionali sono la vetrina migliore per chiunque voglia dire la sua ad alti livelli.