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Caporalato, maxi operazione nel Casertano: 5 denunce e 4 attività sospese

Caporalato, maxi operazione nel Casertano: 5 denunce e 4 attività sospese

Condizioni disumane nei campi, braccianti scalzi e pagati a cottimo

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Maxi operazione anti-caporalato nel Casertano. L’Ispettorato del Lavoro di Caserta ha coordinato, nell'ambito del Progetto multi-agenzia SU.PR.EME., un’attività di vigilanza condotta dalle task-force formate da personale degli Ispettorati di Caserta, Napoli, Sassari, Roma e Salerno e dai Carabinieri del N.I.L. (Nucleo Ispettorato del Lavoro) di Caserta, con la partecipazione dei mediatori culturali dell’O.I.M. e con il supporto logistico delle locali Stazioni dei Carabinieri. Per una settimana, è stato impegnato anche personale ispettivo dell’Inps e dello Spesal della locale A.S.L.

L'attività, tesa a contrastare il fenomeno dello sfruttamento lavorativo e del caporalato in agricoltura, ha interessato principalmente i territori dell’agro-aversano, dell’agro-sessano e della zona dei Mazzoni.

Sono state 17 le aziende agricole sottoposte a controllo - soprattutto campi di piantagione di pomodori, peperoni, melanzane, angurie - delle quali 14 risultate non in regola con la normativa in materia di rapporti di lavoro e legislazione sociale. Sulle restanti 3 sono ancora in corso accertamenti. 

Emanati 4 provvedimenti di sospensione delle attività e verificate le posizioni di 64 lavoratori. Ben 20 sono risultati completamente "in nero", tutti stranieri provenienti dall'Est Europa e dal nord Africa.

Dei 51 originari di Paesi extra-UE, 11 sono risultati privi del permesso di soggiorno per motivi di lavoro; per il loro impiego sono stati denunciati 5 imprenditori.

In un campo della zona dei Mazzoni sono stati trovati, intenti a raccogliere angurie, 7 lavoratori di nazionalità tunisina irregolari sl territorio dello Stato. Sotto il sole cocente, alcuni lavoravano senza calzature ed è emerso che venivano pagati a cottimo - 7 euro a cassone - e impiegati per 9 ore al giorno senza riposo settimanale. Sono in corso accertamenti per verificare la sussistenza del reato di sfruttamento in capo ai datori di lavoro.

Per tutti i braccianti sono in corso le verifiche per violazioni in materia di orario di lavoro e di sicurezza nei luoghi di lavoro, tra le quali l’omessa consegna dei dispositivi di protezione individuale.

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