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Mafia, maxi inchiesta della DDA: 35 persone arrestate

Mafia, maxi inchiesta della DDA: 35 persone arrestate

Provvedimenti eseguiti dai carabinieri in diverse città italiane

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Sono 35 le persone raggiunte da misura cautelare nell'ambito di una maxi inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania. I Carabinieri del Comando provinciale etneo, supportati dai reparti specializzati dell’Arma presenti nella regione siciliana (Compagnia di Intervento Operativo del XII Reggimento “Sicilia”, Squadrone Eliportato “Cacciatori Sicilia”, nonché i Nuclei Elicotteri e Cinofili), hanno dato esecuzione nelle province di Catania, Prato, L’Aquila, Enna, Perugia, Vibo Valentia, Palermo, Benevento, Siracusa e Avellino, ad un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Catania. In carcere finiscono 26 persone, altre 9 agli arresti domiciliari). Tutte sono gravemente indiziate, a vario titolo, di “associazione di tipo mafioso”, “concorso esterno in associazione mafiosa”, “estorsione”, “traffico di sostanze stupefacenti”, “detenzione illegale di armi e munizioni” e “trasferimento fraudolento di beni”, aggravati dal metodo mafioso.

L’indagine si è sviluppata dal settembre 2018 al dicembre 2020, attraverso attività tecniche e sul territorio, ulteriormente riscontrate dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia e da indagini patrimoniali. Sotto la lente di ingrandimento degli investigatori dell'Arma, le evoluzioni delle dinamiche associative della famiglia di Cosa Nostra catanese ed in particolare del clan Santapaola-Ercolano.

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Diverse le estorsioni  ricostruite dai militari ai danni di imprenditori catanesi, un fiorente traffico di cocaina e marijuana, il recupero crediti attraverso prestiti ad usura e l’acquisizione, diretta o indiretta, della gestione e del controllo di attività economiche.

Circa il “modus operandi” delle richieste estorsive, le stesse - evidenziano gli inquirenti - sarebbero state eseguite da soggetti notoriamente inseriti nel sodalizio e quindi immediatamente percepite dalle vittime come provenienti da Cosa Nostra. In un caso la richiesta estorsiva si è manifestata nella collocazione di una bottiglia incendiaria all’esterno di un noto stabilimento balneare in località Playa, accompagnata da un pizzino con la scritta “200 mila euro o ti cerchi l’amico 2 giorni di tempo”.

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