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La giornalista Cecilia Sala arrestata a Teheran è nel carcere di Evin

La giornalista Cecilia Sala arrestata a Teheran è nel carcere di Evin

Ad oggi non sono ancora noti i capi d'imputazione

Aggiornato il (2 minuti di lettura)

Partita da Roma lo scorso 12 dicembre per alcuni servizi giornalistici su come stesse cambiando lo scenario in Iran dopo la caduta in Siria di Assad, sarebbe dovuta rientrare dopo circa una decina di giorni.

Cecilia Sala, giovane giornalista italiana, è stata arrestata il 19 dicembre dalla polizia iraniana ed è nel carcere di Evin, dove vengono tenuti i dissidenti. Nei giorni scorsi, su disposizione del Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è stato possibile effettuare una visita consolare da parte dell’ambasciatrice italiana in Iran, Paola Amadei, per verificare le condizioni e lo stato di detenzione della nostra giovane connazionale.

"Il suo avvocato non ha ancora avuto la possibilità di visitarla in carcere. Speriamo che lo possa fare nei prossimi giorni e che possa avere quanto prima dei capi di imputazione precisi", ha spiegato il titolare della Farnesina, Antonio Tajani. Con il passare dei giorni, la situazione sembra avere una lettura complessa e risvolti politici collegati all’arresto, avvenuto alcuni giorni prima di quello di Cecilia Sala, dell'imprenditore iraniano Mohammad Abedini Najafabadi, ora nel carcere di Opera, accusato di fornire informazioni tecnologiche sensibili ai Pasdaran, milizie iraniane.

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Il Ministro Tajani fa sapere che Cecilia Sala "adesso riceverà attraverso il Ministero degli Esteri dell'Iran, su consegna della nostra ambasciata, beni di prima necessità", ed invita "alla massima discrezione la stampa” per agevolare una positiva risoluzione della vicenda, ad oggi non stimabile nei tempi che auspichiamo siano brevi.

Si registrano, intanto, gli appelli della Federazione Nazionale della Stampa e Federazione Internazionale: “Sia rimessa immediatamente in libertà senza condizioni”, è la dichiarazione del portavoce di Amnesty International Italia, Riccardo Noury, che fa sapere: "Stiamo seguendo con attenzione la vicenda. Auspichiamo che sia scarcerata e possa riprendere al più presto la sua attività di giornalista, come è suo diritto. Il giornalismo non è reato".

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