YMA-latte

Pietro Orlandi: "Papa Prevost ricordi Emanuela, non può fare finta di nulla"

Pietro Orlandi: "Papa Prevost ricordi Emanuela, non può fare finta di nulla"
(2 minuti di lettura)
A cura di AdnKronos

Sul giallo della scomparsa di Emanuela Orlandi, “mi auguro che questo nuovo Papa, il quarto legato a questa vicenda, sia diverso, che ci sia cambiamento: Leone XIV entra in un momento in cui non può far finta di niente. Non può non aver percepito questa situazione, la pressione mediatica: lui vive a Roma da tanti anni. Non dovrebbe considerare questa vicenda secondaria ad altre situazioni interne al Vaticano. Mi auguro consideri quella di Emanuela una situazione da risolvere”. A dirlo Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, al sit in organizzato a piazza Risorgimento a Roma il giorno prima del 42esimo anniversario della sua scomparsa, avvenuta il 22 giugno 1983. 

“Domani si terrà il primo angelus del nuovo Papa nel giorno dell’anniversario di Emanuela: pensate se il Papa parlasse di lei. Mi piacerebbe che facesse capire che la vicenda di Emanuela è fra i suoi pensieri. Perché secondo me sarebbe doveroso ricordarla. Io domani sarò in piazza San Pietro all’Angelus: un gesto del genere, un pensiero del Papa per Emanuela, sarebbe un qualcosa apprezzato dai fedeli di tutto il mondo”, ha aggiunto Orlandi. 

“Mi auguro che Papa Leone, se crede che questa storia abbia un senso, vada approfondita, non può non aver sentito tutte queste cose: spero convochi il promotore di giustizia vaticana Diddi per chiedergli informazioni. Mi dicono - prosegue Orlandi - che Leone è già andato al tribunale Vaticano: mi sembra strano che magari chiede di altri casi e non di questa inchiesta. Spero ci sia la volontà di fare qualcosa”. 

TORRESETTE AI

Hai domande su questa notizia?

Chiedi a TorreSette AI e scopri di più.

“Papa Francesco, fino all’ultimo giorno, non ha voluto incontrarmi, né incontrare mia madre. Lui che ha speso parole di vicinanza per tante persone, non ha voluto neanche telefonare a mia madre che vive a 200 metri di distanza. Perché questo atteggiamento?”, ha chiesto durante il sit in. 

E ancora: “Considero il Vaticano ancora parte della mia famiglia. Dalla nascita sto là dentro. È inevitabile questo legame, e per questo c’è la rabbia: è come un ramo della famiglia che ha deciso di abbandonarci nell’indifferenza totale”.  

“Da quel 22 giugno - prosegue - per me è cambiato il rapporto con il tempo, come se stessi fermo e tutto mi girasse intorno. All’epoca, quando giocavamo in Vaticano con Emanuela, e crescevamo in questa cupola di vetro, sentivamo come se il Papa ci tenesse per mano, ci sentivamo protetti e al sicuro. Dopo la scomparsa di Emanuela è stato come se avessimo perso quella stretta”. 

TORRESETTE AI

Chiedi a TorreSette AI

Fai una domanda su questa storia o sull'archivio del giornale: la risposta compare qui sotto, con i link agli articoli.

Oppure scegli una di queste

TorreSette AI può aiutarti con:

  • Riassunti e approfondimenti delle notizie
  • Il contesto e i precedenti di una storia
  • Altri articoli collegati a questo
Fonte Preferita Google

Vedi prima le notizie che ti interessano

Dì a Google che TorreSette è una delle tue fonti: le nostre notizie ti compaiono più in alto quando cerchi. Lo decidi tu e lo puoi togliere quando vuoi.

★ Aggiungi TorreSette

Bastano due tap: si apre Google, tocchi TorreSette e confermi.

★ Come aggiungere TorreSette

  1. Premi Aggiungi TorreSette
  2. Nella schermata Google seleziona TorreSette
  3. Conferma la selezione
Schermata Google con TorreSette selezionato come fonte preferita
WhatsApp News

Ricevi gli aggiornamenti TorreSette su WhatsApp

Salva il numero +39 353.303.00.84 e inviaci il messaggio “Ok Notizie” per ricevere news e aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Apri WhatsApp
© Riproduzione riservata