A cura della Redazione

È morta a Napoli, la sua città, Angela Luce. Aveva 87 anni ed era considerata l’artista italiana con la carriera più longeva, riconoscimento che appena un anno fa le era valso anche un premio del Senato a Palazzo Giustiniani. In quell’occasione aveva incantato ancora una volta il pubblico con “Bammenella”, il classico di Viviani che aveva contribuito a rilanciare nel mondo.

Cantante, attrice, diva popolare dalla bellezza mediterranea e dal talento naturale, Angela Luce – all’anagrafe Angela Savino – è stata una delle interpreti più autentiche della cultura napoletana. Di lei Eduardo De Filippo disse: «Chesta nunn'ave bisogno 'e provino», riconoscendone subito il carisma e la forza scenica.

In 74 anni di attività ha attraversato teatro, cinema e televisione. Ottanta i film interpretati, lavorando con grandi maestri come Luchino Visconti, Totò – memorabile la scena del “bacio di condoglianze” in Signori si nasce – Pier Paolo Pasolini, Pupi Avati e John Turturro. In tv fu protagonista, tra gli altri, di Giochiamo al Varietà di Antonello Falqui.

La sua carriera musicale ebbe momenti di grande popolarità, dalla sceneggiata con Mario Merola al Festival di Sanremo del 1975, dove si classificò seconda con “Ipocrisia”, a pari merito con Rosanna Fratello. Nel 1995 arrivò anche il David di Donatello per L’amore molesto di Mario Martone, film presentato in concorso a Cannes.

Nata a Napoli il 3 dicembre 1938, esordì appena quattordicenne alla Piedigrotta Bideri con “Zì Carmilì”. Sognava di recitare e trasformò quel sogno in una vita interamente dedicata al palcoscenico. Con la sua scomparsa Napoli perde una delle sue voci più intense e rappresentative, simbolo di un’arte popolare capace di attraversare generazioni.