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Tenta di strangolare la compagna, vittima è in diretta social: salvata dalle amiche

Tenta di strangolare la compagna, vittima è in diretta social: salvata dalle amiche

Fermato un 30enne, ha tentato di strangolarla. Il padre di lui, pochi mesi fa e dopo la scarcerazione, aveva accoltellato in strada l'ex moglie.

(4 minuti di lettura)
A cura di AdnKronos

Con l'accusa di avere tentato di uccidere la compagna, provando a strangolarla, la Polizia di Stato di Catania ha fermato un trentenne.

Il padre del fermato, pochi mesi fa, dopo la scarcerazione, aveva accoltellato in strada l'ex moglie. Ad allertare le forze dell'ordine le amiche della donna con cui la vittima era in videochiamata durante l'aggressione.

Vittima era in diretta social, salvata dalle amiche

La donna che stava per essere uccisa dal suo compagno è stata salvata grazie all'intervento delle sue amiche con cui era in diretta social. E' quanto emerge dall'indagine. La vittima si trovava a casa e stava conversando con delle amiche attraverso una piattaforma social, quando, all’improvviso, il trentenne sarebbe entrato in stanza intimandole di interrompere subito la conversazione e di consegnargli il cellulare. Dal rifiuto della donna sarebbe scaturita una lite verbale, culminata con la minaccia di morte proferita dall’uomo. 

Ad assistere virtualmente alla scena anche le amiche, ancora connesse in videochiamata, che si è interrotta, pochi istanti dopo, con un urlo della donna. Preoccupate, le donne hanno tentato di richiamare più volte l’amica, senza mai ricevere risposta. Per questo, successivamente, hanno lanciato l’allarme alla Sala Operativa della Questura di Catania, mediante il numero unico d’emergenza, attivando, in questo modo, l’intervento dei poliziotti della squadra volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico.

I poliziotti hanno raggiunto l’abitazione della donna, citofonando insistentemente per diversi minuti, ma nessuno si è presentato alla porta. A quel punto è stato chiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco in modo da poter accedere all’abitazione. I poliziotti, una volta all’interno, hanno notato sangue in diverse stanze, mobili e oggetti rotti. I due sono stati trovati in camera da letto, con l’uomo che faceva finta di dormire, mentre la vittima, in stato catatonico, aveva il volto tumefatto e presentava ulteriori ed evidenti segni di lesioni. La donna è stata soccorsa e, poi, affidata ai sanitari del 118 che, in ambulanza, l’hanno trasportata d’urgenza in Ospedale, al Pronto Soccorso, per essere sottoposta ad una serie di visite mediche.

Dai primi esiti degli accertamenti sanitari sono emersi i segni di un tentativo di strangolamento, la frattura delle ossa nasali ed un trauma cranico con emorragia cerebrale, aspetto che ha fatto temere conseguenze più serie del quadro clinico della vittima. Solo nelle ore successive, la donna è stata giudicata fuori pericolo, pur rimanendo ricoverata nella struttura ospedaliera per la gravità delle lesioni riportate.

Dal racconto delle amiche è emerso che l’uomo, senza una residenza stabile, provasse una gelosia morbosa e asfissiante nei confronti della compagna con la quale aveva instaurato una relazione sentimentale da meno di un anno. Si sarebbe reso protagonista di litigi senza alcun motivo, spesso culminati in veri e propri atteggiamenti aggressivi, come, ad esempio, quello avvenuto nello scorso mese di febbraio quando i poliziotti erano stati allertati per un analogo episodio di violenza domestica.

Già nel 2023, il trentenne era stato destinatario del provvedimento dell’ammonimento del Questore per violenze perpetrate nei confronti dell’ex moglie e altre circostanze di aggressione sarebbero avvenute con altre compagne dell’uomo. Nell’abitazione sono intervenuti gli agenti della Polizia Scientifica in modo da effettuare tutti i rilievi necessari per raccogliere eventuali prove, tracce ematiche e biologiche, fotografando i luoghi. Ultimati gli adempimenti di polizia giudiziaria, i poliziotti hanno condotto l’uomo in Questura.

"Sulla base degli elementi raccolti da verificare in sede giurisdizionale, tenuto conto del concreto pericolo di fuga, visto che l’uomo non aveva una fissa dimora, i poliziotti hanno proceduto al fermo di polizia giudiziaria, ferma restando la presunzione d’innocenza dell’indagato valevole ora e fino a condanna definitiva", dice la Questura.

Il Pubblico Ministero del gruppo di lavoro specializzato e dedicato ai reati contro la violenza di genere presso la Procura Distrettuale della Repubblica di Catania ha disposto di condurre il trentenne in carcere, nelle more del giudizio di convalida. Il Giudice, dopo l’interrogatorio di garanzia, ha convalidato il fermo di polizia giudiziaria, applicando la misura della custodia cautelare in carcere.

 

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