A cura di Mario Cardone

Una Laminetta di forma rettangolare con quattro fori agli angoli, mediante i quali era possibile fissarla con piccoli chiodi ad una cassetta di legno ed avorio, ed esposta all'Antiquarium di Boscoreale, viene oggi commentata sui social del Parco Archeologico di Pompei.

La preziosa lamina in argento raffigura una donna in posa pudica e gentile coi capelli raccolti sulla nuca. Ha tratti giovanili ed è semisdraiata sul letto reggendo nella mano sinistra una patera (coppa) e nella destra una ghirlanda dal valore simbolico.

La raffigurazione riguarda la Bona Dea, alla quale si richiama in generale la figura distesa, e più in particolare alcuni attributi come la pudicizia e la semplicità mentre la ghirlanda simboleggia il tema dell'abbondanza.

A Roma il tempio della Bona Dea si trovava in un bosco sacro presso l’Aventino dove erano ammesse solo la fanciulle per celebrare il suo mistero. Ad essa si dedicavano due celebrazioni annuali: la prima era propria dei plebei, mentre la seconda, organizzata dalle donne patrizie, si svolgeva in dicembre.

Anche in questi casi erano ammesse le sole donne, tanto che in quella invernale si facevano uscire dall’ambiente celebrante gli uomini e tutti gli animali di sesso maschile e si coprivano tutti i dipinti che rappresentavano maschi.

Durante la celebrazione, il vino che si adoperava era chiamato "latte", e l’anfora che lo conteneva “mellarium” che tradotto dal latino significa "vaso di mele".