A cura di Mario Cardone

A conclusione di indagini preventive, scattate dopo le denunce raccolte dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, gli agenti del Commissariato di Polizia di Pompei, comandato dalla vicequestore aggiunto dottoressa Maria Rosaria Romano, hanno dato luogo nella mattinata di venerdì 26 giugno ad un blitz contro l'assenteismo dei dipendenti al Comune della città mariana, guidato da un’amministrazione politica composta da esponenti di liste civiche capeggiate dal sindaco Ferdinando Uliano, cha ha fatto in campagna elettorale (e continua a fare nel corso della sua Amministrazione) di trasparenza e legalità una bandiera.

Le indagini sarebbero partite già dal mese di aprile. Puntano a smascherare quei pochi soggetti (la maggioranza dei dipendenti comunali sono persone perbene e svolgono il loro lavoro con scrupolo e professionalità) che fanno un uso irregolare del badge, che deve essere utilizzato come tesserino personale dal singolo dipendente comunale con regole ben precise collegate all’ingresso ed all’uscita dalla sede di lavoro.

L’indagine andrà avanti fino a quando non saranno individuati e segnalati alla magistratura i dipendenti pubblici coinvolti. Secondo quanto si apprende, la polizia è già sulla loro pista e si sarebbe dotata di ampio materiale di prova documentale.

Gli agenti del Commissariato di P.S. Pompei collaborano con il personale specializzato della Digos e della Squadra Mobile di Napoli, ed hanno effettuato numerosi controlli insieme a pattuglie in divisa del Reparto Prevenzione Crimine.

Alla fine ci sarà un riscontro definitivo sulla base del dossier aperto dalla polizia  in base agli elementi investigativi che orientano l’intera operazione per i riscontri di assenteismo di alcuni dipendenti del Comune mariano.

Al momento l’esecutivo non ha rilasciato dichiarazioni e sfugge alle richieste di contatto. I sindacati, da parte loro, aspettano indicazioni ufficiali prima di emettere comunicati ma alcuni loro dirigenti hanno fatto sapere che nessuna giustificazione sarebbe possibile per chi infrange la legge con un comportamento professionale scorretto, mentre va salvaguardata la reputazione di chi compie ogni giorno il proprio dovere.