A cura di Mario Cardone

Dove, se non a Pompei, si può creare una ribalta per gli esploratori dell’antico universo, ovvero  gli archeologi? Carlo Manfredi, ex direttore della rivista mensile “Pompei Informa”, ha avuto la brillante idea dell’iniziativa che propone un premio internazionale di archeologia intitolato ad Amedeo Maiuri, protagonista, a Pompei ed in Italia, di una scienza che indaga il mondo antico nei suoi costumi e nelle relazioni umane.

Questa iniziativa, accompagnata da eventi qualificanti, è rientrata in un format di  proprietà dello stesso Manfredi. Questo indicato è uno dei principali motivi che gli ha assicurato la nomina di direttore artistico del Premio che si avvia, nella sua prima edizione, con un portafoglio di 52 mila euro ed un dossier di proposte che sono parte integrante di una recente delibera comunale. L'Amministrazione, con il marchio di fabbrica “Itinerari”, impegna i 195 mila euro di finanziamento del POR Campania 2007 – 2013 in un’iniziativa che prevede anche la riqualificazione della Fonte Salutare al fine della valorizzazione della memoria collettiva, sia storica, legata al famoso monumento degli Scavi archeologici di Pompei, che attuale, riguardante la fondazione della Pompei moderna.

Il secondo elemento preferenziale di Manfredi è stato il curriculum che da "calciatore professionista" lo ha visto cambiare campo, approdando a numerose iniziative culturali. Infine il terzo merito  è quello di aver contribuito con la sua parte politica (lista civica Città Futura) a rendere praticabile il progetto esaminato grazie all’accompagnamento politico che nella sponda regionale è arrivato dall’ex assessore al Turismo Pasquale Sommese.

Gli eventi a cornice della manifestazione del Premio, che avrebbero dovuto snodarsi da giugno ad ottobre, saranno in questa prima edizione condensati nel bimestre settembre-ottobre, aprendosi con “dolci itinerari” gastronomici ed una sfilata di arcieri in costumi romani che intende attrarre la benevolenza (per tutta la manifestazione) di “Apollo Saettante”, dio protettore della Pompei antica (alla sua mitica figura sarà probabilmente ispirato il logo del “Premio internazionale di archeologia”).

L'evento si articola in tre giornate. La prima, riservata alle cerimonie d’accoglienza, la seconda dedicata alla visita ad i siti archeologici vesuviani ed una manifestazione di culinaria in piazza. Nella terza, infine, ci sarà la visita del monumento archeologico di Pompei, mentre la serata di gala sarà dedicata alla consegna dei premi al teatro Di Costanzo-Mattiello.

Ad ottobre dovrebbe essere esposta a Palazzo de Fusco una Mail art sulla manifestazione. Qualificante la collaborazione al Premio del responsabile scientifico della biblioteca “Amedeo Maiuri”, ospitata al secondo piano della Casa comunale (è stata trovata per essa una nuova collocazione al piano terra dello stesso edificio, per cui pare che non dovrà più trasferirsi altrove, come era stato annunciato precedentemente), e delle associazioni culturali “Leg I Adi” e “Pompei Ludens”.

E’ chiara l’intenzione di fare di Pompei una location unica al mondo per l’Oscar dell’Archeologia. Evento che crea l’opportunità d’incontro con personaggi che hanno fatto ritrovamenti e scoperte che ci hanno aiutato a cambiare la storia, influenzare il nostro modo di vivere e l’orientamento delle arti. L’iniziativa culturale porterebbe sicuramente riflessi economici positivi per tutta l’economia regionale, mentre la ricorrenza annuale del Premio sarebbe un’ottima occasione per i personaggi più famosi dell’archeologia romana di avere un’occasione d’incontro e confronto.