A cura di Mario Cardone

 

Il circolo virtuoso tra lavori pubblici del Grande Progetto Pompei, gli eventi di alto profilo culturale e l’apertura di siti restaurati con fondi del GPP, hanno portato all’incremento del  numero di visitatori negli Scavi archeologici di Pompei.

Il boom turistico degli afflussi diurni e notturni nel sito culturale vesuviano procede alla grande. Non lo ferma più niente e nessuno. Non sarà certamente la polemica per un’ora di chiusura per un’assemblea sindacale (probabilmente sconsiderata) ad offuscare il trend positivo di iniziative di alto profilo che hanno letteralmente catturato l’interesse del ceto turistico internazionale.

Oggi, per un turista del mondo, venire nel Sud Italia (per terra o per mare) significa visitare Pompei. Un buon motivo per far esultare nella cerimonia dell’inaugurazione della Palestra Grande il ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini.

«Ora avrete l’obbligo di dire tutto il bene possibile (lo merita!) sull’evento dell’esposizione permanente negli scavi archeologici di Pompei degli affreschi di Moregine». Ha detto il ministro rivolto ai giornalisti. La riapertura di oggi  3 agosto della Palestra Grande, con la mostra permanente del recupero degli affreschi dei triclini scavati in località Moregine, è un nuovo segnale positivo degli sforzi che ha compiuto la Soprintendenza archeologica di Pompei di concerto con la direzione del GPP. C’è una crescita complessiva di Pompei che è stata riconosciuta anche dagli ispettori Unesco.

Intanto si intrecciano le attività culturali in programmazione negli Scavi di Pompei, cominciate il 25 luglio con Roberto Bolle and Friends. Passeggiate notturne, incontri letterari, visite emozionali e cinema d’autore sono parte di un ambizioso progetto di valorizzazione della Regione Campania che vede il presidente Vincenzo De Luca, mattatore a Pompei, a dettare date, tempi, risorse e linee programmatiche. Da non sottovalutare il valore dell’annuncio della prosecuzione per il mese di agosto della mostra multimediale che ha immortalato una delle performance più belle della storia dei Pink Floyd, un live diretto dal regista scozzese Adrian Maben. La mostra è ancora visitabile nel museo (work in progress) con 250 foto. Oltre 2 mila visitatori registrati nel solo mese di lugli  e due concerti (oltre seicento spettatori)  per ricordare una delle band più influenti del rock, che si esibì proprio negli Scavi. Con questo grande evento il sindaco Uliano (e l’assessore Pietro Amitrano, che è stato l’anima dell’iniziativa) ha inserito a pieno titolo il Museo – Scavi di Pompei nel contesto civile della città moderna ed ora si attende la collaborazione attiva del ceto commerciale per portare avanti l’iniziativa un altro mese.

E’ stata creata, finalmente, la rete per una filiera economica culturale. Il compito di Franceschini, De Luca e Uliano è di continuare su questi binari.