A cura di Mario Cardone

Per il MoVimento 5 Stelle è la vecchia politica che avanza, altro che svolta, il risultato del rimpasto della maggioranza di Pompei.

La trascorsa settimana è stata caratterizzata da un andirivieni di consiglieri dall’opposizione al gruppo di comando e viceversa. Alle fine dei conti, il numero dei fedelissimi al sindaco Uliano si è ridotto (da 10 ad 8). Analisi e commento del quadro amministrativo sono stati espressi in un comunicato dai grillini. In esso è spiegato che ancora una volta è prevalso l’interesse personale sul bene comune, mentre risultano paradossali le giustificazioni addotte circa la decisione “imprevedibile” dal consigliere comunale Attilio Malafronte, che precedentemente era stato in sintonia con il ceto di minoranza, firmando prima un manifesto contro Uliano e reiterando il dissenso con la  ratifica di un documento di sfiducia.

Come mai Malafronte ha cambiato opinione? Semplicemente (secondo i grillini) perché ha ricevuto in cambio del suo ripensamento un Assessorato ricco di deleghe per lo stesso amico di percorso che ha cercato (senza riuscirci) di far entrare in Commissione Paesaggistica. Paradossali, per il M5S, le motivazioni di Malafronte. Esse vanno dal “gesto di responsabilità” alla “decisione per il bene della città”. Paradossale anche il fatto che pochi giorni prima avesse condiviso un manifesto in cui si auspicavano le dimissioni del sindaco e firmato un documento di sfiducia nei suoi riguardi. In conclusione, per i 5 Stelle pompeiani l’Amministrazione del cambiamento si regge in piedi grazie ad un “volto noto” della politica pompeiana, «una persona che negli ultimi 10 anni (e oltre) ha occupato un posto in consiglio comunale rendendosi corresponsabile del drammatico decadimento della nostra città».

Il M5S ha ripreso anche i motivi di “impresentabilità” dello stesso soggetto, già richiamato quando recentemente è stato candidato alle elezioni regionali in una lista autonoma collegata al presidente De Luca. Alla fine, i pentastellati si fanno interpreti dell’ennesima delusione tra i cittadini pompeiani riguardo al comportamento del ceto politico dirigente che “galleggia” su un precario equilibrio. Da ora in poi ottoconsiglieri di maggioranza fronteggeranno otto d’opposizione. Il solo voto del sindaco sarà determinante in ogni votazione.

«Che maggioranza è mai questa?», si chiedono i seguaci di Grillo a Pompei, dal momento che da oggi in poi esclusivamente dal sindaco Uliano dipenderà ogni decisione futura. Ultima annotazione riguarda il triste record costituito dal cambio di ben dodici assessori in poco più di un anno. Alla fine «si cambia tutto per non cambiare niente», è l’amara conclusione del M5S. «I problemi a Pompei continuano ad aumentare mentre a trarne vantaggio è esclusivamente il vecchio che avanza- scrivono - mentre l’amministrazione  del cambiamento si accontenta d salvare le poltrone».