A cura di Mario Cardone

Fortunatamente la Soprintendenza archeologica di Pompei si è attrezzata per anticipare con opportuni monitoraggi le aree di dissesto e pericolo per gli edifici antichi ed i visitatori che li visitano.

Così è stato per la casa di Giulio Polibio, dove a causa delle forti piogge degli ultimi giorni si è verificato il sollevamento di una parte del pavimento in cocciopesto. La zona ispezionata dopo l’incidente dai funzionari della Soprintendenza, insieme a vigili del fuoco, risente di tutta una serie di problematicità per il fatto di trovarsi ai margini di un’area che non è stata ancora scavata e pertanto non ancora messa in sicurezza per quanto riguarda le infiltrazioni d’acqua che provengono anche dal sottosuolo, perché alimentavano un pozzo della medesima domus.

La Soprintendenza si sta muovendo opportunamente su due versanti. Da una parte sono previsti progetti di messa in sicurezza di tutta l’area nell’ambito del Grande Progetto Pompei. Nello stesso tempo, sono intervenuti con immediatezza restauratori ed operai della per gli interventi di massima urgenza. Al momento è aperto un cantiere sul luogo del danneggiamento per limitare gli esiti dei danni e riparare per quanto possibile il sito, mettendo sotto tutela l’intera insula (quartiere) che ingloba, tra le case note, anche la domus dei Casti amanti. Al momento, per evidenti motivi di sicurezza, tutta la zona è interdetta ai turisti.