A cura di Mario Cardone

I parlamentari M5S in Commissione parlamentare Cultura, con un documento, criticano le scelte governative riguardo al quadro organizzativo di spendita dei finanziamenti del Grande Progetto Pompei. Non è condivisibile, secondo i grillini, l’ottimismo manifestato in recenti dichiarazioni pubbliche dal soprintendente archeologico di Pompei Massimo Osanna, che ha annunciato che non saranno persi i fondi Ue a causa dei ritardi nelle opere pubbliche di restauro.

I deputati e senatori M5S argomentano che, al contrario, dei 105 milioni finanziati ne sono stati utilizzati solo 26. «Altro che un milione a settimana, come afferma Osanna - dichiarano -. Quei fondi sono stati sbloccati con estrema lentezza». Il risultato è che dal momento che le pratiche degli appalti  ed i lavori di restauro procedono oggettivamente a rilento, il vecchio finanziamento erogato non potrà essere speso entro la fine dell’anno e, conseguentemente, nel 2016 non ci sarà la possibilità di chiedere un rinnovo del finanziamento (105 milioni) dal momento che ne arriveranno 80, ossia la cifra ancora da spendere, residuata dal finanziamento che alla fine del 2015 avrebbe dovuto essere azzerato.

La colpa maggiore di tutto questo ritardo è, secondo il M5S, del Ministero (e quindi del Governo) che non ha assegnato (come previsto) la squadra di 12 funzionari allo staff del generale Nistri, Direttore Generale del Grande Progetto Pompei. La conclusione è che «se fosse stata assegnata, come previsto, la squadra di sostegno composta da 12 esperti, la macchina amministrativa della Soprintendenza avrebbe viaggiato con più gas ed oggi non avremmo avuto una spesa maggiore».

Argomento (è stato fatto notare) che i parlamentari grillini hanno posto fin dal primo momento senza dimenticare le interrogazioni che hanno messo in evidenza i casi di aziende, già indagate, vincitrici di appalti a Pompei, oltre al fatto che un numero ristretto di società avesse vinto quasi tutto il lavoro nelle opere pubbliche negli Scavi di Pompei. Argomento a suo tempo esaminato e commentato anche da Nistri nella sua relazione in Parlamento.