A cura di Mario Cardone

L’amministrazione comunale di Pompei non prenoterà uno stand alla Bit (Borsa Internazionale del Turismo) che si svolgerà a Milano dall'11 al 13 febbraio prossimi. Non è una notizia ufficiale ma è praticamente sicura (a meno di ripensamenti) perché è stata fornita nel corso di un recente incontro tra la I Commissione consiliare Affari Istituzionali ed i rappresentanti sindacali degli operatori turistici locali sul regolamento che dovrà riguardare le regole e le tariffe per la riscossione della tassa d’ingresso dei mezzi turistici su gomma nel centro della città.

Come mai una città così importante (per gli Scavi archeologici e per il Santuario della Vergine del Rosario) rinuncia a farsi pubblicità nella più importante kermesse del business turistico? Semplice e lapidaria la risposta. Perché non ha nessuna novità da annunciare nel campo degli eventi speciali, dei servizi turistici e nelle forme innovative di accoglienza.

Ne deriva che l’amministrazione guidata dal sindaco Uliano ha pensato bene di risparmiare i 15 mila euro per la presenza di personale pubblico a Milano in uno stand della fiera turistica più frequentata dagli operatori internazionali del settore.

In questi giorni si stanno varando provvedimenti che istituiscono tasse di scopo (la tassa di soggiorno già è stata approvata dal Consiglio comunale, mentre sulla tassa d’ingresso è in corso l’elaborazione del regolamento) che daranno linfa finanziaria alle casse pubbliche dissanguate del Comune di Pompei, consentendo di programmare nei tempi richiesti dai tour operator (magari già per la primavera del 2017) eventi, arredi urbani ed effetti speciali all’altezza del nome che Pompei (il cui sito archeologico vanta la tutela Unesco) vanta in tutto il mondo.

La città, senza eccezionali motivi di richiamo, oltre ai due famosi monumenti (culturale e religioso) attrae più di 5 milioni l'anno tra escursionisti archeologici e pellegrini devoti alla Madonna di Pompei. Figuriamoci quali saranno i numeri quando migliorerà il richiamo turistico. Il ceto dirigente locale punta però ai turisti che ambiscono a restare qualche giorno sul territorio. Un motivo in più per raccogliere fondi con le tasse di scopo e spenderli per rendere più attraente il soggiorno lungo a Pompei.