A cura di Mario Cardone

Blitz della Polizia di Stato di Pompei in un locale a luci rosse nella città mariana. A seguito della perquisizione è venuto fuori che è stato messo su un club privè per gay con tanto di pubblicità sul web, registro dei soci, sala bar e stanze per incontri intimi nel sotterraneo.

Disorientati in un primo tempo gli agenti che devono chiarire se ci fossero o meno gli estremi del reato nella gestione di un circolo del genere. In altre parole, se nell’alcova dell’amore omosessuale il sesso con tanto di maxi schermo per la proiezione di film porno e interi scaffali di scatole di preservativi di tutte le marche, avvenivano amplessi a pagamento ed avevano luogo orge, e se giravano superalcolici e magari polvere bianca.

Gli agenti del Commissariato di Pompei hanno perquisito da cima a fondo i locali (su due piani) di via Astolelle, praticamente a trecento metri dal Santuario della Madonna del Rosario. Vicino si trova anche una scuola. Ora la Polizia (e di seguito la magistratura) dovranno stare attenti nel trovare prove concrete prima di muovere un’accusa. D’altro caso bisogna dire che quando sono state trovate strutture del genere frequentate da uomini e donne si è parlato immediatamente di prostituzione.

Da accertamenti effettuati è risultato che il  club è aperto dalla tarda mattinata in poi fino a sera inoltrata, tutti i giorni della settimana. Gli inquirenti, nel chiarire se c’è o meno un giro di prostituzione avviato nella struttura, hanno sequestrato i registri dei soci. Ne sono  iscritti circa 400 di sesso maschile originari, oltre che di Pompei, del territorio vesuviano-costiero. Molti professionisti e persone di riguardo. Oltre alla possibilità di eventuale prostituzione, bisognerà chiarire se nel giro figurano minorenni. Al vaglio anche la regolarità dei permessi e delle autorizzazioni legali e tecniche nonché la regolarità fiscale delle eventuali transazioni che hanno potuto comportare giri di moneta. Si sta verificando inoltre l’agibilità della struttura.

Nei prossimi giorni saranno probabilmente anche interrogati alcuni dei soci che figurano negli elenchi degli iscritti. Da sottolineare che l’attività del club si svolgeva alla luce del sole, pubblicizzata su sito web e sui social. La città di Pompei è storicamente meta di incontri trasgressivi. Un servizio televisivo, non molti anni fa, mise in evidenza che l’esterno dell’area archeologica era sito di appuntamenti per gli scambi di coppia.