A cura di Mario Cardone

Pompei va avanti bene riguardo ai risultati conseguiti nell’andamento dei lavori pubblici previsti per il Grande Progetto. Se ne compiace il sottosegretario Mibact Antimo Cesaro che, accompagnato dal Soprintendente Massimo Osanna e dal direttore generale del GPP Luigi Curatoli, ha oggi accolto Charlina Vitcheva, Christopher Todd e Lucio Paderi, delegati della Commissione Europea che hanno apprezzato ed elogiato il lavoro che è stato finora portato a termine.  

«Sarà una seconda fase che vedrà concentrata la maggior parte dei restanti interventi nell’anno in corso, al fine di poter restituire quanto prima al pubblico, e nella più completa condizione di salvaguardia, questo immenso patrimonio mondiale - ha spiegato il generale Curatoli -, riservando al 2017 solo gli interventi residuali e di chiusura».

Finora sono stati spesi 16 milioni di euro. Recuperati 12.500 mq del sito archeologico e riaperte 6 domus. Si aprirà successivamente una seconda fase dei lavori che terminerà improrogabilmente a dicembre 2018.

Si potrà contare su 65 milioni di euro per mettere in sicurezza i restanti 28 ettari di area archeologica

La visita, seguita da una riunione tecnica, ha avuto l’obbiettivo di  fare il punto sui lavori finora realizzati con il Grande Progetto Pompei e su quelli da portare a termine nella seconda fase.

L’itinerario ha interessato, partendo dal quartiere dei teatri, la via dell’Abbondanza con le domus del Criptoportico e dell’Efebo, la Fullonica di Stephanus e buona parte della Regio VIII. Inoltre la casa del Cinghiale e delle Pareti Rosse e il Foro con la Basilica.

Lo scopo è stato di spiegare nel dettaglio ai membri della Commissione UE gli interventi di restauro messi in atto analizzando  le metodologie burocratiche e tecniche adottate.

«L’incontro di oggi ci ha consentito di mostrare concretamente i risultati dei lavori compiuti, andando ben oltre la prassi di rendicontazione di dati numerici e report di spesa, che non sempre rendono adeguatamente conto dell’imponenza dei lavori svolti e della complessità di un sito antico come Pompei», ha dichiarato il  soprintendente Massimo Osanna.

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