A cura di Mario Cardone

«Chiederemo ai vigili urbani di dirottare verso piazza Falcone e Borsellino i primi quindici bus turistici che arrivano ogni giorno diretti agli scavi archeologici». Ha dichiarato il consigliere comunale Giuseppe Del Regno che, dopo il suo recente ingresso in Consiglio comunale (e in maggioranza) ha formato insieme a Stefano De Martino il gruppo consiliare Ala, che si sta dimostrando molto attivo con nuove proposte ed iniziative che arricchiscono il contributo della maggioranza, teso alla creazione di nuove opportunità turistiche per incrementare lavoro e il reddito delle famiglie di Pompei.

Portare verso il centro della città moderna almeno una parte dei turisti che giungono a Pompei (almeno 10 mila al giorno nella stagione buona) per visitare la città antica, è l’impresa che i politici pompeiani si sforzano di realizzare ma non si sono visti finora risultati concreti.

La proposta di Ala (che, sempre nell’intenzione positiva di incrementare il turismo locale, ha promosso la recente convenzione con l’associazione Pro Loco a presidenza Antonio Carotenuto) è stata accolta dal ceto imprenditoriale con scetticismo, dati i precedenti.

L’area occidentale di Pompei (in cui ricade il parco archeologico) è stata sempre avvantaggiata, dalla costituzione della Pompei contemporanea,  da un punto di vista dell’interesse commerciale. Al contrario le piazze dell’area sud restano deserte nonostante gli incentivi studiati dal Comune.

Esemplare (ed assurdo) il caso recente di due gazebi “spariti” da un giorno all’altro da piazza Falcone e Borsellino, sita in prossimità dell’area parcheggio comunale.

Erano parte dell’arredo urbano a disposizione dei banchi di souvenir di oggetti religiosi. Erano stati installati dal Comune per incentivare parte delle bancarelle del centro moderno a spostare l’attività ma l’Amministrazione dell’epoca (seguita dall’attuale) ha dovuto prendere atto a malincuore del fallimento della strategia perché i titolari dei banchi di vendita hanno rifiutato l’attività in quella piazza per il semplice motivo che si è dimostrata improduttiva.

E’ un fatto che mentre nell’area occidentale di Pompei prosegue l’attività dei parcheggi (caratterizzata da forme parziali di abusivismo), quella orientale (dove i parcheggi sono pubblici) viene ostinatamente disertata dalle agenzie di viaggio. Quello del gruppo Ala rappresenta l’estremo tentativo di dare fiato ad un comparto commerciale in profonda crisi.    

twitter: @MarioCardone2

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