A cura di Mario Cardone

L’appuntamento con la Notte dei Musei negli scavi di Pompei, sabato 21 maggio, con ingresso a 1 euro, ha registrato visite da record nel più importante sito archeologico del mondo, con oltre 2.500 biglietti staccati ai botteghini. Un numero di visitatori da record, tenendo conto che le visite, in gruppi e per un percorso molto ridotto rispetto all’ordinario, sono state limitate al breve arco di tempo che va dalle ore 20 alle 23.

Alla fine anche se gli ingressi sono stati protratti fino alle 22 e 45 (rispetto alle ore 22, come da comunicato) almeno 500 persone sono state rimandate indietro ed  invitate a ritornare sabato prossimo.

Fortunatamente gli "esclusi” sono stati comprensivi e non sono state registrate proteste alla chiusura dei cancelli.

Il dato positivo è che c’è stata una grandissima partecipazione giovanile, segno che molti ragazzi hanno rinunciato per una volta alla movida del sabato sera a favore della magia notturna (quasi gratis) del museo a cielo aperto più bello del mondo. Il dato negativo è che la direzione della Soprintendenza si è trovata impreparata a fronteggiare un così grande afflusso di visitatori. L’organizzazione è apparsa oggettivamente insufficiente (per numero e qualità) per l’evento che invece era molto atteso sul territorio per le molte novità promozionali annunciate dal Ministero dei Beni Culturali e del Turismo. Novità messe in campo anche in vista della fruizione notturna. 

Il percorso nel parco archeologico pompeiano prevedeva la visita dell’Antiquarium, finalmente riaperto dopo 36 anni. Le comitive di visitatori (guidate dai custodi) hanno seguito un suggestivo percorso  nella storia di Pompei, dalla sue origini alla vita quotidiana fino al 79 d. C., attraverso spettacolari proiezioni multimediali ed un plastico ricostruttivo della città antica. Nella sezione museale Sacra Pompeiana della Pompei pre-romana sono stati ammirati reperti provenienti da santuari urbani (Tempio Dorico e Tempio di Apollo) ed extraurbani (Santuario di Fondo Iozzino e Santuario di Sant’ Abbondio).

Molto apprezzata dai visitatori la villa Imperiale (arredata come all’epoca dell’eruzione). La visita è proseguita percorrendo viale delle Ginestre, fino al Quadriportico e al quartiere dei Teatri, dove erano state montate installazioni multimediali notturne che raccontano delle lotte gladiatorie che introducono nell’atmosfera dell’epoca.

twitter: @MarioCardone2

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