A cura di Mario Cardone

Fermo da circa un mese il cantiere edile che opera per la costruzione della strada che collega il casello di Pompei Ovest con via Stabiana, superando due passaggi a livello della rete ferrata delle Ferrovie dello Stato.

L’area circostante all’antica Masseria Curato sta tornando al degrado di prima (deposito abusivo di rifiuti speciali e sito di sosta di automobili con a bordo prostitute e travestiti che adescano clienti nell’area degli Scavi durante la notte). Il motivo dello stop ai lavori di un’arteria concepita per evitare due passaggi a livello ma che sarà utile anche al flusso turistico diretto verso la città nuova (data l’insufficienza di via Plinio a fronteggiare il traffico automobilistico corrente) è legato, come informa l’Ufficio Tecnico del Comune di Pompei, a motivi di ordine burocratico originati dalla formalizzazione della variante che prevede la strada, che a sua volta è dettata (la variante) dal rinvenimento di reperti di natura archeologica lungo il percorso.

E’ risaputo che tutta l’area circostante (specie via Stabiana) è costellata da presenze archeologiche che hanno condizionato lo stesso tracciato della nuova strada che è stata finanziata dai fondi delle Ferrovie dello Stato, orientati alla creazione di una linea metropolitana di trasporti locale per l’utenza pendolare giornaliera tra Napoli e l’entroterra vesuviano-sarnese.

L’iniziativa era partita bene all’inizio, ora ha incontrato intoppi di diversa natura (prima archeologica successivamente burocratica) né, eliminato il governo politico della città di Pompei, altri soggetti mostrano interesse a sollecitare la conclusione dei lavori importanti per l’economia della città.          

twitter: @MarioCardone2  

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