A cura di Mario Cardone

Sono stati i soliti incivili, naturalmente in incognito (ma non troppo), ad aver “falsificato” alcune insegne turistiche stradali cancellando dalle medesime le frecce di direzione verso l’ingresso per gli scavi di Pompei di Porta Marina Superiore.  

Il motivo che sta dietro al “falso” è intuitivo. Si vuole creare il disorientamento del visitatore degli scavi archeologici che arriva in automobile, uscendo dal casello di Pompei dell’autostrada Napoli-Salerno, al fine di “catturarlo” più facilmente al business aziendale o di bottega (parcheggio, ristorante, albergo o bancarella). A fare questo lavoro fu creato un mestiere antico: “il chiammista”, vale a dire il segnalatore di direzione. Una specie di vigile urbano volontario (si fa per dire). Uno che sfrutta lo smarrimento del turista quando arriva ad un incrocio trafficato e pericoloso e si gira intorno nella speranza di trovare una indicazione per l’ingresso degli scavi di Pompei, ed invece si trova davanti un bell’imbusto che lo indirizza su un “percorso al fresco e sicuro”. Vale a dire verso la ditta per cui lavora a percentuale.  

E’ un sistema purtroppo inveterato di cui i vigili urbani non sono ancora riusciti a beccare gli autori (anche se non mancano i sospetti). Un modo di “stare in piazza” non certo alle prime battute.

Ogni giorno si scoprono nuovi episodi come nel caso delle insegne anomale piantate a Villa dei Misteri per pubblicizzare gite al Vesuvio o altre iniziative turistiche del Parco regionale. Insegne che hanno comportato multe da 500 euro da parte dei carabinieri del posto fisso degli Scavi archeologici. Non è passato molto tempo da quando furono eliminate (o cancellate) le indicazioni stradali fuori la stazione della Ferrovia dello Stato (leggi qui) per raggiungere l’ingresso degli scavi di Piazza Anfiteatro. Direzione che evidentemente non si doveva conoscere perché a chi di dovere toccava accompagnare gli spaesati turisti fino all’ingresso (più distante) di Villa dei Misteri, naturalmente a “tariffa speciale”.

Episodi che danneggiano l’immagine turistica della città e, come commenta il presidente dei commercianti Alessandro Di Paolo, lo stesso buon nome degli operatori onesti pompeiani (che sono poi la maggioranza). «La cattiva abitudine di falsare in qualche modo la segnaletica stradale - aggiunge Di Paolo - tra l’altro aumenta il già caotico traffico cittadino in un quadro generale (riguardo alla segnaletica verticale ed orizzontale) insufficiente per un centro turistico dell’importanza di Pompei».

twitter: @MarioCardone2 

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