A cura di Mario Cardone

Il blitz dei vigili urbani in un parcheggio abusivo di fronte Villa dei Misteri (la più rinomata domus degli Scavi archeologici di Pompei) ha aperto un’altra fase di verifiche ispettive di caschi bianchi e funzionari comunali che sta recentemente bersagliando le già scarse aree di sosta di Pompei.

Un secondo parcheggio abusivo è stato scoperto in via Plinio nei pressi del sexy shop (clamorosamente riaperto al pubblico a seguito di una sentenza del Tar). Corre voce, inoltre, che dall’Ufficio Urbanistica del Comune sia stato trasmesso al Comando dei Vigili Urbani un elenco di circa 40 installazioni temporanee di manufatti (gazebi, cordoli, tendoni, banchi mobili, ecc.) installati in via provvisoria da bar, ristoranti e parcheggi e, a quanto pare, non più smontati (ma la cosa deve essere appurata sul posto).

Notizie, queste, che stanno creando allarme e preoccupazione nel ceto dell’accoglienza turistica pompeiana, penalizzata in questi ultimi mesi, a torto o a ragione, sull’utilizzo di beni e strumenti aziendali indispensabili, o comunque importanti,  per svolgere l’attività, mentre si susseguono notizie (fondate o meno) di parcheggi, ristoranti ed alberghi chiusi a seguito della constatazione di abusivismi più o meno gravi.

Al riguardo girano voci insistenti (forse anche esagerate o travisate) tra gli operatori locali della comunicazione e vengono diffuse in forma irrituale dagli organismi comunali preposti ingenerando confusioni, tensioni ed allarmismi che non fanno certo bene all’economia locale ed alla convivenza civile a Pompei.

Da che cosa (o da chi) dipende un così forte impulso al contrasto dell’abusivismo commerciale ed edile nella città mariana negli ultimi mesi?

Molti sono convinti che derivi dall’iniziativa istituzionale del prefetto Donato Cafagna, che ha inteso “ripulire” la buffer zone (l'area che circonda il sito archeologico) dalle numerose illegalità che caratterizzano (o caratterizzerebbero) l’attività di accoglienza nell’attesa che entri a regime l’iniziativa di costruzione di un hub ferroviario destinato a cambiare il profilo del paesaggio complessivo e la stessa qualità dei servizi ricettivi.

Altri ritengono che il motivo che ha fatto scattare l’iniziativa di contrasto risalga al servizio di cronaca di una trasmissione d’inchiesta di una famosa testata televisiva, incentrato sugli abusivismi dell’area intorno agli scavi di Pompei, rispetto ai quali erano mancati tempestivi ed adeguati contrasti.     

twitter: @MarioCardone2 

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