A cura di Mario Cardone

"Vorrei inviare un abbraccio solidale a Massimo Osanna, il sovrintendente degli scavi di Pompei. La musica è cambiata da quelle parti. Dal 2014 a oggi i visitatori sono aumentati del 25%, sfondando il tetto dei tre milioni. E sono state aggiudicate gare per oltre cento milioni di euro, con 59 interventi conclusi, 13 in corso, 4 da avviare. Da anni si parlava di un grande intervento di restauro per Pompei: finalmente è in corso grazie all’impegno di tanti, a cominciare dal sovrintendente. Risultati, non chiacchiere".

Con queste parole, pubblicate sulla sua pagina Facebook, l'ex Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, si schiera al fianco del direttore generale delkla Soprintendenza oggetto, in questi ultimi giorni, di duri attacchi da parte di alcuni sindacati autonomi.

"Osanna è sotto attacco da micro sigle sindacali e da piccoli interessi di parte - prosegue il segretario nazionale Pd -. Vorrei che non fosse lasciato solo e che chi sta rimettendo a posto uno dei luoghi culturali più importanti del mondo avvertisse l’affetto di tutti noi. Difendere i funzionari pubblici che lavorano bene nell’interesse del Paese è un dovere per tutti. Pompei faceva notizia per i crolli, adesso fa notizia per i cantieri e per le mostre. Non è solo un luogo meraviglioso, ma è un simbolo delle potenzialità identitarie, turistiche e culturali del Mezzogiorno. I risultati di questi mesi dimostrano che la frase con la cultura non si mangia è una delle frasi più sbagliate che un leader politico possa anche solo pensare. E dicono che Pompei ha svoltato, che le cose si possono cambiare e che la cultura può essere strumento centrale di crescita e di riscatto per un territorio. Bisogna crederci, però, e non lasciare solo chi lavora in questa direzione", conclude l'ex Premier.

Affermazioni fondate quelle dell'ex capo del Governo: "La musica è cambiata negli Scavi di Pompei". Va dato il giusto riconoscimento alla professionalità ed all'impegno del sovrintendente Osanna. Il segretario del maggior partito della Sinistra italiana è però consapevole che un'azienda, pubblica o privata, non va molto lontano se al suo interno non si respira un clima di collaborazione tra ceto dirigente e settore subalterno del personale.

A leggere la documentazione della vertenza sindacale in corso, è facile rendersi conto che non sono entrati originariamente in gioco esclusivamente "micro sigle sindacali ed interessi di parte", come scrive Renzi, ma particamente la totalità della forza lavoro degli Scavi di Pompei.

La questione della salubrità degli uffici (di funzionari e di custodi) è un problema irrisolto da oltre 20 anni. Trovare una soluzione ottimale a questo problema sarebbe interesse di tutti che migliorerebbe anche l'immagine del sito archeologico.

Se poi una minoranza del sindacato approfitta della vertenza in corso per "ricattare Osanna" (come lui afferma), è una questione da chiarire da parte della magistratura.

Sul piano generale bisogna evidenziare che tra le "luci" che giustamente rivendica Renzi, riguardo Pompei, bisogna anche annoverare le ombre esemplificate dall'ultimo crollo all'interno degli Scavi, che da solo esemplifica due limiti dell'intervento governativo nel sito archeologico: l'assenza di manutenzione ordinaria e l'estrema lungaggine burocratica nell'assegnazione degli appalti. Specie quando entra in campo la magistratura amministrativa.

twitter: @MarioCardone2 

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