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Pompei - Arrestato ladro che prendeva di mira le auto dei turisti

Pompei - Arrestato ladro che prendeva di mira le auto dei turisti

E' uno slavo nomade del campo rom di Qualiano. Preso dai carabinieri grazie a un "selfie"

Aggiornato il (2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Era dal mese di ottobre del 2016 che i carabinieri davano la caccia al ladro che si era specializzato nel forzare e scassinare le auto dei turisti in visita a Pompei, portando via tutto ciò che normalmente si trova in questi casi nel portabagagli (cellulari, macchine fotografiche, computer, carte di credito e borse da viaggio). L’ultima volta i militari di Pompei se l’erano fatti sfuggire per un pelo, quando dopo un indiavolato inseguimento era riuscito a sottrarsi alla cattura, dopo un furibondo testa-coda in cui era riuscito a speronare la Gazzella dell'Arma che lo inseguiva, mandando all’ospedale due carabinieri feriti.

Delinquente abituale che, come è stato accertato, operava in tutta la provincia di Napoli. Quando è ritornato a Pompei ha concluso senza gloria la sua non esaltante “carriera” finendo nell’obiettivo di due giovanissime turiste francesi che con fantasia e dinamismo hanno "inchiodato" lo slavo romi nell’obiettivo del loro smartphone con l’espediente di farsi un selfie proprio mentre lui inconsapevole di essere "immortalato" scassinava un’automobile che era stata noleggiata da una famiglia inglese per visitare Pompei.

Questo stratagemma ha consentito ai carabinieri di entrare in possesso della prova che cercavano per individuare ed arrestare il ladro specialista nel ripulire i turisti. E’ stato alla fine messo in manette un 47enne che è a capo del campo rom di Qualiano. Era ricercato da un anno il nomade arrestato dagli uomini della Benemerita di Pompei. Le prove a suo carico sono state sufficienti quando è stato rinvenuto nella sua baracca di Qualiano un ricco bottino composto da bagagli, video-camere, IPhone, IPad, capi di abbigliamento firmati, gioielli e contanti per oltre centomila euro. Le indagini successive hanno consentito, mediante i riscontri telefonici ed altre prove documentate, di risalire ai colpi messi a segno negli ultimi sei mesi dall’uomo. Alla fine è risultato evidente che le sue “vittime” preferite erano i turisti pompeiani.

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