A cura di Mario Cardone

Il numero di tessere “sotto controllo” dell’unico partito operativo nella prossima campagna elettorale amministrativa di Pompei, il Pd, può diventare un sistema per imporsi all’attenzione dell’elettorato da parte di esponenti del ceto politico locale. Nello stesso tempo la crisi finanziaria comunale, che fa ritenere inevitabile il dissesto (che potrebbe arrivare prima delle elezioni) renderebbe consigliabile un avvicendamento nella stanza dei bottoni per il semplice motivo che il ceto dirigente non può restare in campo per tutte le stagioni. In altre parole, il ceto politico di maggioranza non può essere lo stesso di quello che ha brindato (e speculato) in passato, quando era tempo delle “vacche grasse”.

Si è aperto oggi (25 febbraio), a Pompei, ufficialmente il tesseramento indetto dal Partito Democratico. Riprenderà e si concluderà lunedì prossimo. Rappresenta il primo passo per la ricostituzione della segreteria cittadina del partito di Renzi e De Luca, che nasce a seguito della convocazione del congresso nazionale ma che a Pompei darà indicazioni sui rapporti di forza all’interno di uno schieramento politico locale già da tempo configuratosi per grandi linee, anche se molti aspettano di verificare il posizionamento di alcuni soggetti nel braccio di forza che la prova rappresenta in termini di partecipazione popolare e di appartenenza alle varie componenti interne.

Si sa che è rimasta assente nella fase preparatoria Alternativa Pompeiana, intenzionata a formare una lista propria (lista civica o lista obiettivo del Pd) ma resta ancora da vedere se i militanti di quell’area prenderanno o meno la tessera. E’ chiaro inoltre che la presenza nella prossima campagna amministrativa di Pompei del maggiore partito della Sinistra italiana, rappresenta di per sé uno spartiacque, nel senso che chi si candida su fronti opposti (anche se con liste civiche) lo fa in rappresentanza di aree di opposta configurazione politica in sede di riferimento regionale o nazionale. Elemento di distinzione ma che potrebbe essere di vantaggio o anche di svantaggio.

Altro spunto di valutazione è che mentre sul versante cosiddetto di centrosinistra la coalizione è una sola (si deve solo ufficializzare la candidatura a sindaco di Pietro Amitrano), sul fronte opposto si parla di almeno quattro coalizioni, senza considerare qualche presenza di bandiera. Ne discende che è aperta la strada al ballottaggio in cui risulteranno determinanti i patti di secondo livello per i quali è già partita la fase degli approcci preparatori.

Molto importante è anche il candidato sindaco che arriva allo scontro finale, considerata la prospettiva di ripianare durante tutta la durata di gestione i buchi di bilancio e quelli del selciato stradale di Pompei. Sembra a questo punto prevalere il “profilo basso” di un politico del fare più che dell’apparire. Uno che deve avere attitudine a governare a testa bassa le vacche magre. Soprattutto con pochi grilli per la testa.    

twitter: @MarioCardone2 

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