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Pompei - "Pompei Città Ribelle" contro il sistema di potere

Pompei - "Pompei Città Ribelle" contro il sistema di potere

Dibattito al Vincanto con il candidato sindaco Carmine Raimo e i movimenti autonomisti napoletani

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

"Come fronteggiare un sistema di potere". Per dibattere questa tematica sono pervenuti a Pompei (nella sala del locale Vincanto) alcuni autorevoli esponenti del movimento politico “Insorgenza Civile”, impegnato nel formare una classe dirigente campana per l’amministrazione degli Enti locali. Il dibattito a Pompei di lunedì 5 giugno è stato di sostegno e di orientamento per l’architetto Carmine Raimo (candidato sindaco della città mariana) ed i giovani militanti di “Pompei Città Ribelle”, candidati insieme a lui ad amministrare Pompei. Hanno portato il loro contributo il collega di Raimo (candidato sindaco a Nocera Inferiore) Mario Stanzione, che corre per i “Populisti identitari”, e Nando Dicé, presidente del movimento politico meridionalista “Insorgenza Civile”.

Presente al dibattito un discreto numero di partecipanti (prevalente la componente giovanile). Ha preso la parola il presidente del movimento “ribelle” pompeiano, che ha illustrato le sue linee strategiche dimostrando che, anche se di recente formazione, non appare affatto sprovveduto, in quanto nel quadro di analoghe iniziative messe in rete da un movimento complessivo incontra protagonismo sul territorio vesuviano che ha nell’archeologia la carta vincente. Alla diffidenza verso i grandi progetti pubblici e privati, fa da contraltare la proposta della lista civica pompeiana di rimettere a coltura i fondi agricoli abbandonati e di sostenere arti e mestieri e tradizione, che insieme all’artigianato ed alla cucina locale rappresentano il mezzo migliore della valorizzazione del Parco Archeologico di Pompei.

In conclusione, Insorgenza Civile sta creando in Campania una ragnatela dei movimenti autonomi locali (tra i quali Pompei Città Ribelle) che si basano sul radicamento identitario del Regno di Napoli, che ha tracciato un secolo di storia che ha lasciato segni di primato in arte e cultura ed opere pubbliche che permangono a testimoniare un passato che non è stato secondo ad altri in Europa, e non deve essere cancellato dalla globalizzazione.  

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(Nella foto, Carmine Raimo)

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