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Pompei - Furti di portafogli e prelievi con le carte rubate, sette persone indagate. Cinque sono donne

Pompei - Furti di portafogli e prelievi con le carte rubate, sette persone indagate. Cinque sono donne

Sei sono state arrestate, una sottoposta all'obbligo di dimora

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Due persone in carcere, altre quattro ai domiciliari, una sottoposta all'obbligo di dimora. Sono i provvedimenti eseguiti dai carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata - emessi dal Gip del Tribunale oplontino su richiesta della locale Procura - nei confronti di cinque donne e due uomini ritenuti responsabili di furto aggravato e di utilizzo indebito di carte di credito o di pagamento.

Tra le sbarre finiscono Elisabetta e Monica Bottone, rispettivamente di 27 e 38 anni; domiciliari per Anna Bottone, 58 anni, Grazia Petrillo, 37 anni, Costanzo Petrillo, 36 anni, Gerardo Grieco, 34 anni. Misura alternativa dell'obbligo di dimora per una 27enne, P. C..

Le indagini condotte dai Carabinieri della Stazione di Pompei - comandata dal maresciallo Tommaso Canino - hanno portato all'individuazione del gruppo criminale che agiva in tutta la Campania ed era dedito a furti di portafogli e all'utilizzo delle carte bancomat o di credito delle vittime. 

I militari hanno ricostruito il modus operandi dell'organizzazione: le donne si avvicinavano alle vittime, per lo più signore intente ad acquisti o alla scelta di merci presso banchi vendita dei mercati rionali o in centri commerciali. La maggior parte dei reati sono stati commessi all’interno e nelle zone limitrofe del centro commerciale di Pompei. Le ladre frugavano nelle borse delle vittime e sottraevano portafogli (da loro chiamati in codice “Pisciò”) senza che nessuna delle malcapitate si accorgesse di quanto stava accadendo, se non in momenti successivi. Quando venivano trovate nei portafogli le carte di credito o prepagate, le borseggiatrici si prodigavano nelle ricerche dei PIN, trascritti in biglietti o in agende, con lo scopo di utilizzarle in prelievi veloci, prima della denuncia di furto e il blocco delle carte.

I malviventi utilizzavano inoltre un codice di linguaggio dialettale zingaresco (poi decifrato nel corso dell’indagine per cui, come sopra, il portafogli diventava “Pisciò”). Gli uomini del gruppo avevano invece il compito di accompagnare con i veicoli precedentemente noleggiati le ladre nei vari posti dove perpetrare altri furti e prelevare i soldi.

Sono circa settanta i furti con destrezza e prelievi fraudolenti consumati in tutta la Campania. Insomma, un'abile banda di borseggiatori sgominata fortunatamente dai carabinieri.

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