A cura di Mario Cardone

«Sedersi tutti intorno ad un tavolo e parlarne. Pensando prima di tutto ai cittadini, alla gente che vive in quelle zone. E ai rischi che comporta un intervento che incide ulteriormente su un territorio con grandi potenzialità, ma che paga da troppo tempo la presenza del fiume cloaca». Il sindaco di Pompei, Pietro Amitrano, esprime, sulla seconda foce del Sarno, una posizione evidentemente aperta alla prospettiva di lavori pubblici di raddoppio dello sbocco fluviale in località Rovigliano (Torre Annunziata) che prevede contestualmente l’eliminazione del canale borbonico Bottaro.

Amitrano ha intenzione di porsi come mediatore tra il sindaco di Torre Annunziata, Vincenzo Ascione (contrario all'opera) e il governatore Vincenzo De Luca che, invece, la sostiene. «Obiettivo: evitare lo scontro, che farebbe solo male alle nostre terre», secondo Amitrano. Per il primo cittadino di Pompei occorre rilanciare il dialogo tra le parti interessate, e chiedere di stilare un cronoprogramma di interventi, che dia priorità alla depurazione del fiume. In conclusione Amitrano vuole evitare il muro contro muro tra figure istituzionali di diverso livello ma che che militano sotto la stessa bandiera politica (il Pd), uscita sconfitta dalle recenti consultazioni elettorali.

Il fatto è che forse sarebbe opportuno sentire prima cosa ne pensa la popolazione del territorio che vive lungo il corso del fiume (a Pompei) e sulla foce di Rovigliano (a Torre Annunziata), che si dichiara contro l’opera pubblica programmata nelle recenti assisi dei comitati tecnici. E, tanto per chiarire, appartengono a quegli ambiti alcuni consiglieri della maggioranza dell’area sud di Pompei. Al contrario, Amitrano pare orientato a confrontarsi in primis con il sindaco di Torre Annunziata. «Capiamo perfettamente la posizione del sindaco Ascione - dice -. La seconda foce del fiume Sarno potrebbe essere anche evitabile se si riuscisse ad intervenire con adeguate vasche di espansione e un’attenta e studiata opera di dragaggio. Ma non si può negare che il progetto della Giunta Regionale è stato pensato alla luce di una sistemazione e funzionalizzazione del sistema idraulico risalente ai Borbone, con il risanamento e la bonifica delle vasche a monte del Vesuvio e il ripristino dei canali, dando priorità alle azioni di dragaggio del fiume, al monitoraggio e all’accelerazione degli interventi di realizzazione di fogne e collettori», ha concluso il sindaco della città mariana.

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