A cura di Mario Cardone

Si sono bloccate le concessioni comunali relative ai permessi di occupazione di spazi pubblici nella città di Pompei a favore degli imprenditori locali della ristorazione, che operano prevalentemente nel centro cittadino. Parliamo proprio dell’area urbana, per la quale il soprintendente Massimo Osanna ha richiesto la tutela e il massimo del rispetto dei monumenti, riferendosi agli Scavi archeologici ed al Santuario della Vergine del Rosario.

Una nota cautelativa inviata ai Vigili Urbani di Pompei ha finito per determinare il blocco totale del rilascio delle autorizzazioni nell’attesa di una direttiva superiore che contenga coordinate precise di operatività riguardo al rilascio dei permessi. Per questo motivo i quattro consiglieri comunali d’opposizione (Conforti, Esposito, La Mura e Robetti), pressati dagli operatori di settore, hanno rotto l’indugio e preso l’iniziativa d’inviare un quesito al sindaco Pietro Amitrano con invito di risposta scritta riguardo alla motivazione della situazione di stallo sulla concessione oramai tradizionale delle autorizzazioni a bar e ristoranti di estendere all’aperto l’attività di somministrazione di cibi e bevande, arredando con sedie, tavolini ed ombrelloni gli spazi pubblici contigui a quelli aziendali.

Si tratta di marciapiedi ed altri spazi sicuri che vengono occupati dietro pagamento di corrispettivo economico. Per quest’anno (dopo il precedente con il commissario prefettizio Cafagna) è pervenuta al Comune un nota che fornisce indicazioni e divieti di massima che gli oppositori ad Amitrano non ritengono legittimati dalla normativa vigente. Per questo motivo, e al fine di non sacrificare le legittime aspettative degli operatori economici che, se non esaudite, potrebbero danneggiare la regolarità della stagione turistica da poco iniziata, la minoranza politica di Pompei ha interrogato il sindaco Amitrano su cause e intenzioni dell’Amministrazione al fine di superare l’indugio dell’ufficio comunale autorizzativo: l’ufficio tecnico comunale.

«Sedie, ombrelloni, tavolini ed altri arredi per l’accoglienza turistica all’aperto sono oramai parte consolidata del panorama dei centri storici delle più famose città turistiche italiane - fanno sapere i quattro consiglieri -. Non si capisce perché solo a Pompei debbano insorgere inspiegabilmente divieti inconsueti che avrebbero, se adottati, come unico risultato il blocco dell’economia pompeiana».

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