A cura della Redazione

Oramai le notizie di nuovi reperti e clamorose scoperte nel Parco Archeologico di Pompei pervengono direttamente da Massimo Osanna (in inglese) con la velocità di un tweet per comunicare cosa è emerso dal sottosuolo nel corso dei lavori pubblici di restauro e di messa in sicurezza delle strutture pubbliche e private della città antica, che stanno a poco alla volta facendo emergere una miniera inesplorata di materiale scientifico di prim’ordine.

Mentre si consolidava la Schola Armaturarum è stato ritrovato un ambiente retrostante sede, probabilmente, dei convivia dei suoi associati. Successivamente, nel corso dei lavori di consolidamento delle fondamenta degli edifici di San Paolino sono state rinvenute le tracce dei carri dei fuggiaschi dall’eruzione del Vesuvio 79 d.C. ed un anello d’oro di una probabile vittima. Più tardi è stata scoperta una tomba monumentale poco distante: a ridosso delle fondamenta di una di quelle palazzine è stata scoperta una tomba in marmo che ha dato motivo al direttore generale del Parco Archeologico di Pompei di tenere conferenze magistrali su notizie inedite che promanano dalla medesima tomba in tutte le maggiori università del globo.

Il tutto per non parlare dei movimenti di terra della Regio V, che hanno fatto nascere in sito un vero e proprio cantiere di ricerca scientifica a conduzione multidisciplinare e dotato di una tecnologia all’avanguardia che consente indagini impensabili appena qualche anno prima. Ultimo il ritrovamento (anche questo casuale perché capitato nell’ambito del consolidamento dell’edificio termale) dello scheletro di un bambino di 7-8 anni, vittima dell’eruzione. E’ stato scavato nelle Terme Centrali durante la pulizia della stanza d’ingresso sotto lo strato di circa 10 centimetri di polvere.

Attualmente lo scheletro è stato trasferito al Laboratorio di Ricerche Applicate, dove sarà sottoposto alle indagini di laboratorio che daranno preziose informazioni sul suo conto. Quello che resta del corpicino della giovane vittima è stato trovato in un miscuglio di gas e materiale vulcanico. La Terme Centrali sono all’incrocio di via Nolana con via Stabiana, nell’insula 4 della Regio IX. Sono state costruite sullo spiazzo di edifici preesistenti dopo il terremoto del 62 d.C.. L’intero complesso è stato oggetto di interventinell'ambito del Grande Progetto. I suoi ambienti erano stati già scavati tra il 1877 e il 1878 ma nell’occasione lo scheletro non è stato estratto.

Le novità non finiscono qui: rinvenuto anche un tunnel scavato nel XVIII secolo, sempre nella Regio V. Al suo interno sono stati trovati vasi in bronzo e affreschi, non estratti all’epoca dai Borbone perché evidentemente non ritenuti pregiati.

Siamo solo all’inizio. Il popolo del web oramai ogni mattina si collega all'account Instragram di Massimo Osanna, che funziona come un quaderno di scavo virtuale. Solo perché riferire in inglese? Non sarebbe meglio in latino?

Lo scheletro del bambino rinvenuto alla Terme Centrali

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