A cura di Mario Cardone

“L’evento della sfilata di Miss Italia del 19 agosto, senza vigili urbani, il sindaco di Pompei Pietro Amitrano l’ha salvato spostandolo in via Aldo Moro. Come si regolerà se arriva, prima che finisca l’estate, il capo del Governo a Pompei? Dirotterà anche lui nel Parco del Bambino?”.

L’iniziativa di Amitrano di invitare consiglieri ed assessori ad unirsi a lui il giorno di Ferragosto in un presidio di protesta (contro chi?) a Palazzo de Fusco, ha incontrato nell’opinione pubblica pompeiana (specie nella categoria degli operatori turistici) reazioni prevalentemente ostili, perché la sua iniziativa è apparsa come un espediente per spostare l’attenzione della gente sull’effetto (mancanza del servizio a Ferragosto) anziché sulla causa (sospensione del servizio festivo e pomeridiano della Polizia Municipale a seguito del rilievo dei revisori dei conti che riguarderebbe un forte ammanco sull’apposito fondo del personale).

"Io non lascio sola la mia città - ha dettoil primo cittadino. I revisori dei conti hanno deciso che Pompei andava trattata alla stregua di un qualsiasi paesino di provincia, i sindacati hanno ritenuto che nessuno sforzo andava fatto? Allora in strada ci andiamo noi. Io, i miei consiglieri, gli assessori, tutti quelli che vorranno unirsi a noi”.

E in forma di protesta anche il comandante della Polizia Municipale, Gaetano Petrocelli, terrà alzata la saracinesca di piazza Schettini.  ‘Il Comando non sarà operativo - spiega Petrocelli - ma voglio esserci. Al fianco del sindaco e della sua coraggiosa iniziativa”.

In poche parole, come in tutti i gialli d’autore, bisognava svelare (e non è stato fatto) il luogo, la data, l’arma e il movente del delitto anche prima del nome dell’assassino. L’iniziativa del sindaco di Pompei è stata considerata plateale da un’opposizione distratta che si è mossa troppo in ritardo. E’ stata annunciata con evidente ostilità nei confronti dei vigili urbani e degli ex colleghi (di Amitrano) revisori dei conti. D’altro canto è inopportunamente messa in campo in un periodo di clima aziendale avvelenato, considerato che il personale della Polizia Municipale di Pompei, dopo aver saputo di aver perso, certo non per colpa sua, l’indennità di 200 euro mensili, ha anche appreso che ai dirigenti è stata riconosciuta dall’apposita commissione (nominata da Amitrano e non come quella dei Revisori dei Conti dalla Prefettura di Napoli) il premio aziendale per il 2018.

A questo punto bisogna chiarire prima a fondo l’oscura vicenda che ha generato l’incapienza del fondo del personale. Sull’argomento girano svariate versioni “apocrife” ma nessuna ufficiale, perché è mancato il dovere istituzionale (anche da parte del responsabile anticorruzione del Comune di Pompei) di fare luce sull’accaduto considerato che si palesa la possibilità di gravi irregolarità dal punto di vista legale.

Ora, non sarebbe utile a nessuno diffondere notizie che non hanno il sigillo dell’autenticità. Gli operatori di base della Polizia Municipale da parte loro hanno dato, con i loro sindacati, la disponibilità di prestare servizio gratuito per l’ordine della città il giorno di Ferragosto, diffidando nel contempo sindaco ed Amministrazione comunale dal non utilizzare la manifestazione del presidio volontario di legalità come un’ennesima occasione di propaganda politica. 

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