A cura di Mario Cardone

Spunta nel cantiere del Regio V di Pompei un elemento affrescato di un larario. Vale a dire l’altarino posto generalmente agli ingressi delle domus pompeiane che viene dedicato al culto degli avi protettori. Si tratta nello specifico di due serpenti agatodemoni (del buon augurio) e di una pigna che completa il quadro augurale della tradizione propiziatoria rimasta intatta ai giorni nostri perché, come si dice, “non è vero ma ci credo”.

L’affresco è stato ripreso dal direttore generale Massimo Osanna (considerato che la foto è stata pubblicata sul suo account Instagram) tra cumuli di lapillo, come tutte le scoperte del Regio V di quest’ultimo periodo.

Rinvenimenti e notizie, come quella del restauro dell’impluvium (vasca rettangolare di raccolta delle acque piovane) dell’atrio della Casa del Fauno.

Novità che stanno facendo respirare al mondo intero il clima d’entusiasmo e di meraviglia suscitato dalla scoperta di nuovi reperti archeologici in cantieri finalizzati ai lavori di restauro e messa in sicurezza mentre altri cantieri aperti servono ad indagini e ricerche scientifiche che mirano a saperne di più sulla storia di una città-porto-di-mare che ha cessato di vivere per duemila anni, per poi resuscitare miracolosamente a seguito degli scavi borbonici del diciottesimo secolo. Seguiti, fino ai giorni nostri, da successivi interventi grazie anche al nuovo corso delle iniziative di studio, ricerca e restauro messe in campo dal Ministero dei Beni Culturali con lusinghieri risultati che si stanno riflettendo positivamente sulla promozione turistica del Parco Archeologico di Pompei.