A cura di Mario Cardone

Human foundation, per conto di Invitalia, sta distribuendo in questi giorni ai turisti e visitatori abituali che frequentano il Parco archeologico di Pompei un questionario che serve a mettere in campo un’indagine statistica sulla qualità della loro esperienza. Non solo. Serve anche conoscere il prototipo del turista medio che arriva appositamente (da solo o in comitiva) alle falde del Vesuvio per osservare i resti di una città antica distrutta a seguito di un eccezionale catastrofe o cercare d’interpretare la civiltà mediterranea che ha influenzato maggiormente (dopo la Magna Grecia) i costumi delle popolazioni che vi vivevano, dal momento che i romani (e quindi anche i pompeiani) di Pompei hanno influenzato per due o tre secoli (prima e dopo Cristo) la civiltà occidentale.

Particolare attenzione è stata posta nel questionario (e quindi nei quesiti predisposti per i turisti) ai cambiamenti sociali prodotti nel sito dal Grande Progetto Pompei dal 2012 a oggi. In altri termini, con l’indagine in corso s’intende capire quali cambiamenti scaturenti dal GPP vengono "avvertiti" dagli “attori”: il modo di porsi delle figure professionali interne (custodi, guide turistiche, archeologi, ecc.) ma anche di quelle esterne (tour operator, accompagnatori turistici, visitatore). E’ un’indagine che evidentemente serve a conoscersi e capire le esigenze degli altri ma soprattutto mettere le basi di un futuro oramai prossimo, quando ultimati i lavori straordinari di restauro bisognerà partire a regime con nuove iniziative di tutela e di valorizzazione del Parco archeologico di Pompei.

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