A cura di Mario Cardone

E’ partito un secco botta e risposta tra un consigliere comunale d’opposizione di Castellammare di Stabia e il primo cittadino di Pompei, che in una nota stampa ha definito “inciucio da quattro soldi” le dichiarazioni del capogruppo della lista Cimmino, Filippo D’Apice. «Ritengo incredibile - avrebbe dichiarato il consigliere comunale di centrodestra - che il sindaco di Pompei si intesti i meriti di una conquista che ha tutte le fattezze di un disastro per i cittadini di Ponte Persica». «E’ evidente che il signor D’Apice ha la memoria corta o, cosa ancora più grave, non conosce nemmeno le vicende della stazione di Ponte Persica per arrivare a permettersi di fare dichiarazioni gratuite e frettolose». Ha ribattuto Amitrano, che ha spiegato: «Le decisioni inevitabili, gli errori di valutazione del passato, la leggerezza di alcune scelte politiche di almeno dieci anni fa, un piccolo pezzo della storia delle nostre terre: carta straccia per un pugno di consensi e un attimo di visibilità».

La polemica di cui parla Amitrano si riferisce alla chiusura della stazione Circumvesuviana di Ponte Persica. Decisione che fu presa molti anni fa ed ereditata da amministrazioni, sindaci, e giunte comunali sia di Pompei che di Castellammare. «Quello che è accaduto oggi non può essere addebitato a nessun sindaco attuale. Eppure, il consigliere D’Apice monta una polemica che si poteva tranquillamente evitare». Ha chiarito il sindaco di Pompei. Considerazione solo parzialmente veritiera perché, salvo qualche giro di valzer, se si scorre la lista del ceto dirigente amministrativo, si appura che i nomi sono sempre, più o meno, gli stessi, da venti anni, sia a Pompei che a Castellammare di Stabia.

Il fatto è che i politici vesuviani prendono i voti nelle periferie e successivamente se ne dimenticano fino alla nuova campagna elettorale. «Da quando guido questa amministrazione le vicende degli abitanti di Ponte Persica sono anche il mio problema. Ma tutti sapevano, e sanno, che per la stazione non c’era più nulla da fare. Allora una navetta, i lavori di adeguamento del ponte di collegamento alla strada statale, il rifacimento della piazzetta, altroché se sono vittorie». Ha dichiarato Amitrano nel suo comunicato stampa. Ed oggettivamente l’iniziativa migliore (invece delle polemiche sterili) che possono prendere le due amministrazioni dei Comuni confinanti in quel “quartiere di frontiera” è di migliorarne la vivibilità, dal momento che la difficoltà di mobilità per studenti e lavoratori non è l’unico dei problemi esistenti. «Quando puoi fare poco, perché si è fatto poco in passato, già non mollare mai, e continuare a cercare soluzioni, è un lavoro che andrebbe riconosciuto». E’ la considerazione finale di Amitrano che si attende di verificare alla luce dei fatti.

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