A cura di Mario Cardone

A Natale e nella giornata del 26 dicembre, Santo Stefano, gli agenti della Polizia Municipale di Pompei hanno prestato servizio regolarmente, per il controllo della circolazione stradale e dell’ordine pubblico, nonostante le circolari sindacali e le riunioni preliminari che ne minacciavano l'astensione dal lavoro. E’ difficile intuire i retroscena di questo cambio di programma ma è certo che anche in questa occasione la Polizia Locale ha dato prova di un alto senso di responsabilità mentre, sul fronte opposto, rimane aperta una vertenza ricca d’incognite, che mette in luce la professionalità (rispetto alla soluzione del problema) della classe dirigente, sia a livello locale che istituzionale, considerata che è stata abbandonata nella massima confusione la situazione organizzativa del comparto che si è determinata a seguito dall’insufficienza del fondo accessorio per il personale. A sei mesi dalla denuncia dei revisori dei conti, vige uno stato di servizio paradossale nel Comune di Pompei, dove permane lo stato di agitazione del personale in una vertenza che appare disperata. Per farla breve: non ci sono i soldi per pagare l’indennità di turno ai vigili urbani. Ne consegue che dopo le indecisioni iniziali è stata adottata dal ceto dirigente municipale una diversa turnazione con copertura del servizio nell’intera settimana lavorativa (compreso il weekend).

L’unica differenza è che non c’è più l’indennità di turnazione in busta paga. E’ regolare tutto questo? I sindacati dicono di no, ma competerebbe al Ministero competente o alla magistratura del lavoro spiegare come stanno effettivamente le cose: se ha ragione la direzione del Comune di Pompei ad imporre il turno vigente o i caschi bianchi a denunciare l’imposizione che starebbero subendo.

Altro problema riguarda le festività infrasettimanali (una decina l’anno) che non rientrano nel nuovo turno di lavoro. Fino ad ora si è cercata una soluzione alla vigilia di ogni giorno di festa in cui è stato tentato di tutelare circolazione stradale ed ordine pubblico, proponendo ai vigili urbani lavoro straordinario, che come tutti sanno è facoltativo, ma nel caso dei caschi bianchi di Pompei le cose (hanno fatto capire il prefetto e i dirigenti del Comune) cambiano perché il loro servizio è indispensabile. Ne deriva un monito a sacrificarsi per il bene della collettività? A questo punto parte naturale il quesito che giriamo volentieri, insieme agli auguri di buone feste, al primo cittadino di Pompei: quanto durerà ancora tutto questo?