A cura di Mario Cardone

Il 12 giugno 1928 la signora Concetta D’Arienzo, colpita dal dolore per la perdita del figlio, pensò di trasformarlo in generosità lasciando alla città di Pompei un cospicuo fondo ereditario formato da beni immobili, da utilizzare per la cura e l'assistenza degli anziani nullatenenti. Ci fu così l’istituzione successiva della casa di riposo “Carmine Borrelli”, intitolata al figlio della possidente pompeiana, deceduta prematuramente. Poco più di novant’anni dopo, il fallimento di quell’iniziativa di beneficenza dimostra che la D’Arienzo (pur dotata di nobili intenzioni) aveva fatto male a fidarsi del ceto dirigente di Pompei che ha praticamente dilapidato (per non dire di più) il patrimonio che con la sua rendita avrebbe dovuto assicurare una serena vecchiaia a tanti anziani pompeiani sprovvisti di sufficienti mezzi per mantenersi autonomamente.

In questi giorni è stata presa la decisione che mette fine all’agonia gestionale, protratta nel corso di varie Amministrazioni di diverso segno e colore. L’esecutivo del sindaco Pietro Amitrano ha deliberato l’atto d’indirizzo mirante alla cessazione dell’attività ordinaria dell’Azienda Speciale Aspide - che gestisce la casa di riposo - e a tutti gli adempimenti che ne derivano. Sarà presentata in Consiglio comunale la proposta di deliberazione definitiva di chiusura dell’Aspide e, di conseguenza del'ospizio.

Con detto atto di indirizzo, i dirigenti del Comune di Pompei dovranno avviare le procedure per la cessazione dell’attività ordinaria dell’Aspide, ricollocando gli ospiti della struttura presso altre dello stesso tipo. Il liquidatore dell’Aspide dovrà chiudere i conti della liquidazione, procedere al licenziamento collettivo del personale per cessazione della attività e richiedere per loro gli ammortizzatori sociali.

La gestione degli immobili dell’Azienda Speciale Aspide sarà esercitata dal Comune che costituirà apposito fondo ove confluiranno i canoni di locazione. Risorse che dovranno destinarsi alla ristrutturazione dei medesimi immobili che versano in uno stato di grande degrado. A partire dalla delibera di giunta, il liquidatore dell’Azienda Speciale Aspide e i dirigenti del Comune mariano daranno esecuzione (per quanto di loro competenza) agli atti di liquidazione della società entro e non oltre 60 giorni dall’approvazione della deliberazione di Consiglio comunale.

L’Azienda Speciale Aspide (in liquidazione) è un ente strumentale dotato di personalità giuridica, di autonomia imprenditoriale e gestionale nell’esercizio delle proprie attività, interamente di proprietà del Comune di Pompei. E’ è stata istituita nel 2004 con deliberazione della allora Commissione Straordinaria che guidava le sorti amministrative della città. La finalità istituzionale è (o meglio, era) la gestione dei servizi pubblici locali alla persona, privi di rilevanza economica, che si articolavano sia in servizi socio-assistenziali sia in servizi turistico-ricettivi. Rientra(va) tra le sue finalità istituzionali la gestione dell’Ospizio “Carmine Borrelli” che, secondo il lascito testamentario, doveva rimanere a disposizione dei soggetti anziani meno abbienti di Pompei.

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