A cura di Mario Cardone

Salvare il bilancio del Comune di Pompei liquidando un’iniziativa sociale a favore degli anziani (avviata sulla base di un lascito ereditario) può essere avvertita come una fatale necessità. Ma senza dubbio è prioritaria la tutela della salute fisica e mentale degli sfortunati ospiti della casa di riposo “Carmine Borrelli”, che sarà presto chiusa a seguito di una delibera comunale.

Su questa priorità sono fortunatamente tutti d’accordo a Pompei, o almeno così pare sulla base delle dichiarazioni pubbliche, perché sembrano essere sulla stessa lunghezza d’ordine (riguardo all’argomento) politici, dirigenti del Comune e semplici cittadini. Altra questione è quella che ha posto a chiare lettere in questi giorni la senatrice pompeiana pentastellata Virginia La Mura, che ha chiesto all’Amministrazione comunale del sindaco Pietro Amitrano di fornire la spiegazione ai cittadini-contribuenti dei motivi che hanno portato allo scadimento di un patrimonio immobiliare di notevole consistenza, lasciato in eredità dalla signora Concetta D'Arienzo agli anziani poveri di Pompei. Operazione che appare di difficile esecuzione perché, se da un lato è vero che l’Amministrazione comunale vigente non ha praticamente responsabilità nel clamoroso fallimento dell’iniziativa “Aspide” (la società del Comune che gestiva l'ospizio), è altrettanto vero che da oltre vent’anni il ceto politico dirigente pompeiano è più o meno lo stesso: chi oggi è in maggioranza magari qualche anno prima era all’opposizione. Alla fine le facce e le responsabilità della politica sono rimaste più o meno immutate, anche perché permane tutt’ora una forma di complicità diffusa al di là del ruolo che il singolo personaggio ricopre in un determinato periodo.

E’ pur vero che dovrebbe arrivare il tempo di cambiare registro, nel senso che qualcuno (a tutti i livelli) dovrebbe rispondere concretamente per le sue responsabilità gestionali.

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