A cura di Mario Cardone

Casa di Riposo  “Carmine Borrelli" di Pompei, recapitata ai 14 dipendenti una lettera di licenziamento in tronco. Usufruiranno degli ammortizzatori sociali previsti per legge, ma per loro pare che non ci sia più nulla da fare dal momento che l’iniziativa è stata avviata 180 giorni prima.

Intanto la società Aspide, controllata al 100% dal Comune, ha accumulato più di un milione di debiti a causa della cattiva gestione della Casa di Riposo di Pompei, che godeva, tra l’altro, della rendita immobiliare di un lascito ereditario che avrebbe dovuto assicurare agli anziani in condizioni di disagio una vecchiaia tranquilla. Altro che vecchiaia tranquilla.

La cronaca di questi giorni mette in risalto l’esasperazione dei 14 dipendenti, vittime di un fallimento annunciato, figlio della cattiva politica pompeiana e della pessima amministrazione sia dell’Aspide che della Casa di Riposo, sulla cui gestione farebbe bene ad aprire un fascicolo d’inchiesta il procuratore della Repubblica del Tribunale di Torre Annunziata.

La giornata di oggi ha visto i dipendenti sui tetti, seguiti e tutelati a distanza dalle forze dell’Ordine e del vigili del fuoco, che hanno sistemato al piano terra della palazzina un gonfiabile salvavita per prevenire eventuali atti incontrollati di follia.

Per gli anziani mancano notizie di un trasferimento imminente anche se la partenza è nell’aria. Il sindaco Amitrano e la sua amministrazione comunale stanno giocando tutte le carte possibili per convincere le loro famiglie a collaborare nell’operazione di trasferimento provvisorio, senza risultati apprezzabili (ieri si è trasferita una nonnina che si aggiunge ai 3 precedenti trasferimenti volontari). Attualmente gli ospiti della Casa di Riposo Borrelli usufruiscono dell’assistenza della cooperativa “l’Impronta”, accreditata presso l’Ambito 32 che ha messo in capo risorse umane sufficienti per superare questo periodo di empasse che sta rovinando l’estate e la tranquillità di una trentina di famiglie, come ha giustamente argomentato la senatrice La Mura bacchettando il sindaco per aver utilizzato “modalità violenti” per l’iniziativa di sgombero. 

Il primo cittadino di Pompei non è intervenuto a presenziare le operazioni di sicurezza e di dialogo col personale di Casa Borrelli, preferendo una prudente ritirata nel Palazzo. A chi gli ha chiesto spiegazioni a riguardo, ha replicato: “Sono disponibile a ricevere al Comune i comitati, le famiglie e le delegazioni dei dipendenti che sono stati licenziati, anche se devo far notare che hanno disertato i precedenti appuntamenti”.