A cura di Mario Cardone

L’ultimo debito fuori bilancio riguardante le manutenzioni alle Case Operaie, ha messo in evidenza - nel corso del dibattito in consiglio comunale - l’enorme costo che hanno subito i contribuenti pompeiani poiché il Comune mariano è stato investito del compito della gestione appaltante.

Difatti, con i 170mila euro del debito fuori bilancio, assomma a 620 mila euro l’onere complessivo per l'Ente derivante esclusivamente dalle responsabilità nell’iniziativa delle opere di ristrutturazione delle Case Operaie a fronte delle quali era, all’epoca del progetto, collegato il privilegio di gestire insieme al Santuario le iniziative a carattere sociale ospitate nelle sei palazzine restaurate con finanziamento regionale a fondo perduto.

Sta di fatto che sinora al Comune di Pompei sono state riconosciute due presenze nel consiglio di amministrazione (Antonio Ebreo e Franco Severino) che però non hanno avuto, ad oggi, alcuna opportunità di protagonismo per l’assistenza laica locale alla popolazione svantaggiata.

Conclusione: alcuni politici (come il consigliere comunale Bartolo Martire) hanno proposto ai colleghi di maggioranza e opposizione di chiedere al Santuario di Pompei ospitalità per portare nel centro storico della Pompei Moderna la biblioteca comunale e le connesse iniziative a favore della socialità giovanile e della cultura.