A cura di Mario Cardone

Nella mattinata di martedì 18 febbraio, il ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, è stato in visita agli Scavi di Pompei in occasione della riapertura di tre pregevoli domus.

Franceschini ha colto l’occasione, insieme al direttore del Parco Archeologico, Massimo Osanna, di sottolineare le leve vincenti dell’iniziativa, insieme al valore strategico di una squadra di archeologi, tecnici, specialisti del restauro, oltre a competenze esterne ed interne ai vari livelli.

"Pompei è unica al mondo per il condensato di valori culturali e paesaggistici che esprime”, ha detto.

Il ministro ed Osanna hanno poi illustrato nei loro interventi i momenti salienti di una parabola virtuosa che dal crollo della Schola Armaturarum (nel 2010) ha portato alla progettazione, al finanziamento ed alla esecuzione del Grande Progetto Pompei. 

“Ha rappresentato la storia di una rinascita e riscatto, un modello per tutta Europa, un luogo, Pompei, dove è ripartita la ricerca archeologica e sono state espresse professionalità di altissimo livello”.

La manifestazione di oggi è stata programmata dal Parco Archeologico diretto da Massimo Osanna a conclusione dei lavori di messa in sicurezza del sito.

“Gli amanti conducono come le api una vita dolce come il miele”. E’ il motto inciso su un quadretto con anatra sul fondo del peristilio della casa definita “degli Amanti”, poco conosciuta perché chiusa dagli anni '80, quando era ingombrata da una serie di puntelli a sostegno dell’atrio pericolante dopo il sisma.

La Casa del Frutteto deve invece il suo nome ai pregevoli affreschi “en plein air” raffiguranti giardini con alberi e piante ornamentali realizzati con tale precisione da consentire il riconoscimento delle specie di uccelli e la varietà delle piante.

Nel secondo cubicolo della domus si vede, al centro della scena, un albero di fico con un serpente avvinghiato, vero e proprio simbolo di prosperità.

A riaprire al pubblico, infine, la Casa della Nave Europa, che prende nome da un’incisione sul muro  raffigurante una nave da carico chiamata Europa, come la figlia del re di Tiro rapita da Zeus.