A cura di Mario Cardone

Il Museo Temporaneo d’impresa, al pianoterra del Municipio di Pompei, ospita la sede provvisoria della Protezione Civile sulla base della decretazione del Commissario Prefettizio  di Pompei.

Anche se i mezzi, gli uomini e le risorse sono quelli che sono l’Amministrazione comunale pompeiana  sta lo stesso assumendo, su istruzioni governative, le misure organizzative necessarie al contrasto dell’emergenza coronavirus che potrebbe abbattersi sulla città  da un momento all’altro.

E’ stato formato il COC (Centro Operativo Comunale) che vede al massimo livello il Commissario Prefettizio e che organizza la Protezione Civile a Pompei per contrastare il rischio sanitario connesso all’insorgenza e la trasmissione del Covid-19, coordinando le associazioni di volontariato presenti sul territorio (Croce Rossa, associazione volontariato dei carabinieri ecc.) ed informando puntualmente la popolazione sui rischi della trasmissione del contagio e le precauzioni da prendere a proposito; l’organizzazione delle iniziative a livello comunale; la pianificazione dell’assistenza.

Il decreto prefettizio di istituzione del COC prevede sei livelli organizzativi: Unità di Coordinamento diretta dal dirigente del quarto settore Gaetano Petrocelli; Assistenza Sanitaria. diretta dall'assistente sociale Giuseppe Mele e il volontariato diretta dal capitano dei vigili urbani Ferdinando Fontanella; l’assistenza alla popolazione, diretta dal dirigente del terzo settore Raimondo Sorrentino; la comunicazione, diretta dal dirigente del primo settore Eugenio Piscino; ed i servizi essenziali e mobilità diretti dal dirigente del terzo settore Raimondo Sorrentino.

Al momento l’unico motivo d’allarme, sotto controllo dall’Azienda Sanitaria Locale che collabora con la rete dei medici di famiglia, riguarda il caso di una signora residente a Pompei ma verificatosi ad Eboli, dove dalla struttura del Campolongo Hospital, dove era degente per un intervento all’anca e successivamente trasferita per polmonite presso il reparto di medicina generale dell’ospedale Maria SS Addolorata.

Nell’Ospedale di Eboli era stato successivamente anche appurato che la signora aveva ricevuto la visita di familiari arrivati da Milano in stato febbrile. Dal momento che nel frattempo il protocollo aveva previsto per la paziente la pratica del tampone, risultato positivo caso al coronavirus riscontrato a Eboli ne avrebbe originati altri due di tipo asintomatico, riguardanti i figli della donna colpita da Corona Virus: uno residente a Pompei e l’altro a Scafati (comune limitrofo).

L’ansia dei pompeiani attualmente riguarda l’esito dell’indagine, probabilmente già avviata, al fine di stabilire che la signora non abbia contagiato altre persone del suo paese di origine oltre i figli.