A cura di Mario Cardone

Un comunicato di un centro commerciale di Pompei, che prima aveva escluso i prodotti in offerata dalla spendita dei ticket comunali per la spesa pasquale dei pompeiani, danneggiati dagli effetti economici della pandemia, chiude una vicenda francamente risibile (anche se dolorosa), perché l’esperienza insegna che la buona volontà (quando è genuina) vale più di cento legacci della burocrazia.

Nel frattempo sono partite proteste da parte di presunti esclusi (a loro dire) dalla somministrazione dei buoni spesa. Sta di fatto che il dirigente dei servizi sociali ha assicurato di aver assegnato gli aiuti governativi a tutti i pompeiani che hanno presentato regolare istanza entro i termini prefissati. Quelli esclusi in un primo tempo per mero disguido, ma che hanno fornito una prova valida del loro diritto per aver presentato in modo regolare la domanda (per la precisione 117 capi famiglia) hanno ricevuto i ticket, mentre risulterebbero un centinaio di persone con richiesta presentata fuori tempo massimo.

Nella sostanza si tratta di pompeiani che assicurano (ma senza fornire prove date da eventuali ricevute) di aver spedito regolare istanza (per tempi e contenuti) via mail, ma che la stessa sarebbe stata respinta dal sistema.