A cura di Mario Cardone

Sono multiformi le professionalità che interagiscono a Pompei nell’occasione di nuovi scavi, ma anche nello studio quotidiano di reperti già emersi e custoditi nel laboratorio scientifico  del Parco Archeologico.

Negli ultimi anni Pompei ha arricchito il suo staff di professionisti, con le diverse figure di scienziati che lavorano in team fornendo un approccio interdisciplinare e quanto più completo possibile allo studio e alla ricerca.

Le Giornate Europee dell’archeologia 2020 in programma il 19, 20 e 21 giugno sono occasione per il Parco archeologico di Pompei di esporre virtualmente le attività di professionisti che operano nel Laboratorio di Ricerche Applicate del Parco, centro nevralgico delle ricerche, attraverso  video consultabili sul sito web  www.pompeiisites.org e sulle le pagine social del Parco.

Il Laboratorio di Ricerche Applicate fu creato nel 1994 con l’obiettivo di approfondire la conoscenza degli aspetti naturalistici del territorio vesuviano e dell’uso delle risorse naturali nel 79 d.C.. Per questo motivo è dotato di due camere climatizzate che custodiscono 3.500 reperti di valore scientifico che servono allo studio della conoscenza della storia e dei problemi inerenti la conservazione.

I dati provengono dalle ricerche diagnostiche delle Università nell’ambito di Convenzioni specifiche. Il Laboratorio intrattiene rapporti di Convenzione con 20 Istituti di ricerca e Dipartimenti italiani e stranieri. Inoltre, è dotato di strumenti tecnologicamente avanzati e ad elevata portabilità per le attività diagnostiche in situ. La sua azione, volta alla tutela del patrimonio archeologico, supporta gli interventi conservativi, di prevenzione e manutenzione sui reperti e  strutture antiche.