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Pompei, D'Alessio attacca il sindaco Tortora: «Pompei non deve abbandonare l'impegno per la Pace»
L'ex primo cittadino invita l'Amministrazione a non restare in silenzio e a sostenere un gesto simbolico di solidarietà e pace
La proposta, promossa dal professor Mazzarella, di aderire all’iniziativa per il conferimento del Premio Nobel per la Pace ai bambini di Gaza non è stata inserita all’ordine del giorno del Consiglio comunale. Così Pompei, città conosciuta nel mondo e simbolo di accoglienza, spiritualità e dialogo, perde un’occasione importante per lanciare un messaggio di solidarietà ai bambini di Gaza.
A sollevare la questione è Claudio D’Alessio, ex sindaco di Pompei che accolse Abu Mazen, presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese in città nel 2013, e che aveva nuovamente chiesto all’amministrazione comunale di sostenere un’iniziativa dal forte valore simbolico e umanitario, già condivisa da personalità di primo piano, tra cui padre Ibrahim Faltas, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, la Regione Puglia e numerosi esponenti politici.
Di fronte alla sofferenza dei bambini, il silenzio delle istituzioni non può essere considerato una risposta. La tragedia che colpisce la popolazione minorile di Gaza, tra vittime, feriti, privazioni e traumi profondi, impone a tutti, e soprattutto a chi ricopre responsabilità pubbliche, una riflessione che vada oltre le appartenenze politiche.
La mancata iscrizione della proposta all’ordine del giorno, dunque, sembra essere una scelta politica che D’Alessio contesta con fermezza. Non si tratta di alimentare contrapposizioni ideologiche, ma di chiedersi se Pompei, con la sua storia e il suo ruolo internazionale, possa davvero rinunciare a un gesto che avrebbe avuto un significato umano e civile di grande rilievo e in linea con la sua vocazione religiosa e internazionale.
“Mi auguro che l’attuale Amministrazione di Pompei non si volti dall’altra parte - sottolinea D’Alessio - che sappia dare voce a chi non ne ha e che riconosca nella tutela dei bambini e nella promozione della pace un impegno che supera ogni schieramento politico. Perché la pace non appartiene agli schieramenti. Appartiene a tutti. E davanti alla sofferenza dei bambini di Gaza, una città come Pompei ha il dovere morale di far sentire la propria voce”.
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