Il Teatro Di Costanzo - Mattiello di Pompei ha ospitato la presentazione di Quando gli dèi lasciarono il mondo. L'ultima estate di Pompei (Feltrinelli), il nuovo libro di Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico. L'incontro, organizzato dal Rotary Club Pompei e condotto con Nicola Ruocco, si è trasformato in una profonda riflessione sulla civiltà umana.
Nelle pagine del volume, Pompei non è il semplice teatro statico dell'immane tragedia del 79 d.C., ma un organismo vivo, inquieto e palpitante. Zuchtriegel ripercorre i mesi dell'ultima estate prima dell'eruzione, rivelando come - sotto la superficie di una quotidianità fatta di mercati, affetti e iscrizioni murali - la società romana stesse già affrontando una profonda frattura interna. La catastrofe naturale diviene così il simbolo della fine di un’epoca, segnata da disuguaglianze sociali, schiavitù e una sottile crisi d'identità.
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La voce dei margini: l'indagine archeologica si sposta dai grandi monumenti al vissuto di schiavi, lavoratori e prostitute. I graffiti sui muri trasformano la città in un archivio vivente di desideri, paure e provocazioni individuali.
Il crepuscolo delle certezze: il titolo evoca il terrore descritto da Plinio il Giovane quando, nel buio dell'eruzione, nacque il sospetto che gli dei avessero abbandonato l'umanità. È la fotografia di una transizione spirituale, in cui i culti tradizionali cedevano il passo ai misteri orientali e alle prime luci del cristianesimo.
L'opera di Zuchtriegel trascende la storiografia per farsi parabola contemporanea: Pompei diventa uno specchio del nostro tempo, una sollecitazione a interrogarci su come le civiltà reagiscono quando i propri punti di riferimento iniziano a vacillare.


