A cura di Rosa Ambrosio

Pubblichiamo un ricordo di Umberto Eco, grande intellettuale italiano scomparso all'età di 84 anni, scritto dal professore Felicio Izzo, dirigente scolastico del Liceo Artistico "de Chirico" di Torre Annunziata.

E' morto Umberto Eco. Forse a molti di voi studenti il nome non dice tanto. Ma era uno dei più importanti uomini di cultura, uno dei più noti italiani nel mondo.

E' stato scrittore di saggi e romanzi ("Il nome della rosa" e "Il pendolo di Foucault" i più famosi), filosofo, esperto di comunicazione e media. Ma, soprattutto, grande osservatore ed interprete dellìapparente assurdità del mondo.

Per quelli della mia generazione, la prima conoscenza fu attraverso un saggio sulla figura di Mike Bongiorno. Era il 1961, ma le cose duravano allora molti anni prima di "bruciarsi", ed era un'assoluta novità che un intellettuale, professore universitario, si interessasse di certe cose. Era un modo per dire che non esistono argomenti "laureati" e temi di superficie, ma che è il metodo di indagine e di analisi a renderli tali, che ogni espressioen della vita ha pari dignità, soprattutto ai fini della sua comprensione. 

Era la prima lezione che abbiamo appreso da questo grande maestro. Un'altra, perenne, la lasciamo alle sue parole:

"Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito... perché la lettura è un'immortalità all'indietro".

Felicio Izzo

(immagine tratta da Wikipedia)